Roberto Orlando dopo l’assoluzione “Ora posso riprendere in mano la mia vita”
A oltre dieci anni dall’arresto tra sollievo e amarezza. I ringraziamenti a chi gli è rimasto vicino e la dedica alla madre “Questa vittoria la dedico a lei”

di Roberto Tomatis. Nelle ore successive all’assoluzione, Roberto Orlando affida a Facebook il suo racconto. Al centro, il peso delle accuse e il sostegno della famiglia. “Sono passati 10 anni e 3 mesi dal fatidico 19 luglio 2016 dove venivo arrestato ingiustamente con l’accusa di essere prestanome di una cosca di ’ndrangheta”, inizia il suo racconto. “Oggi finalmente per l’ennesima volta la Corte di Appello di Reggio Calabria mi assolve da questa accusa infamante e infondata”.
E prosegue: “Sono stati 10 lunghissimi anni di apprensione, preoccupazione, rabbia, notti insonni e viaggi infiniti in Calabria”.
Poi il grazie ai difensori: “Ringrazio fortemente i miei avvocati Antonio Marino e Andrea Mieli perché hanno fatto un lavoro difficile e nello stesso tempo straordinario con sacrosante preoccupazioni”.
Il pensiero va a chi gli ha dato fiducia: “Un grande abbraccio va a tutte le persone che ci sono state vicino durante questi anni, nonostante l’accusa pesante che ci portavamo dietro e che con carta e penna hanno avuto il coraggio di scrivere per manifestare la mia innocenza, un grazie anche a quelle persone che mi hanno continuato a dare da lavorare sapendo quello che andavano incontro”.
Un passaggio centrale è dedicato alla famiglia: “Un grande abbraccio invece voglio farlo ai miei genitori, sono stati un pilastro fondamentale, soprattutto la mia mamma, cuore inarrestabile della famiglia”. E aggiunge: “Questa vittoria la dedico a lei perché so veramente quello che ha sofferto. Perché vedersi arrestare un figlio da innocente è una cosa bruttissima”.
Infine, il desiderio di voltare pagina: “Ora finalmente posso riprendere in mano la mia vita, godermi i miei figli e la mia amata Inter”.








