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Ponte Morandi, le reazioni della politica ligure alla sentenza “Non fu una fatalità”

Dal PD alla Lega, fino ad AVS, vicinanza alle famiglie e richieste di giustizia, sicurezza e responsabilità dopo il verdetto di primo grado

di Redazione. La sentenza di primo grado sul crollo del Ponte Morandi riaccende il dibattito politico in Liguria, a quasi otto anni dalla tragedia del 14 agosto 2018. Dure prese di posizione e parole di vicinanza arrivano da tutte le forze politiche, con un punto condiviso: non si trattò di una fatalità, ma di responsabilità precisa.

L’eurodeputato del Partito Democratico Brando Benifei sottolinea il valore del verdetto: “Le condanne affermano una verità: non fu una fatalità, ma il risultato di responsabilità precisa”. E aggiunge: “Nessuna sentenza potrà restituire le 43 vittime alle loro famiglie, ma il verdetto di oggi restituisce dignità a una battaglia per la verità”. Secondo Benifei, la sentenza “certifica il fallimento di due pilastri: una gestione che ha privilegiato il profitto e un sistema di vigilanza che non ha svolto fino in fondo il proprio compito”, ricordando che “la sicurezza non è una voce di bilancio”.

Dalla Lega arriva una posizione che unisce cordoglio e critica ai tempi della giustizia. I consiglieri regionali del gruppo Lega Liguria affermano: “Siamo sinceramente vicini ai parenti delle 43 vittime. Il loro ricordo è un dovere per tutti”. E rimarcano: “Il disastro sul Polcevera è dovuto alla negligenza di uomini, non a qualcosa di naturale”. Tuttavia evidenziano anche che “8 anni per arrivare a una sentenza di primo grado sono un tempo lunghissimo”, chiedendo maggior impegno su “sicurezza, prevenzione, vigilanza e controlli”.

Articolata la posizione di Alleanza Verdi e Sinistra. Carla Nattero, segretaria ligure di Sinistra Italiana, parla di una sentenza “estremamente significativa perché riconosce le responsabilità individuali di chi […] ha consapevolmente ignorato i segnali di ammaloramento del Ponte per volontà di profitto”. E sottolinea il ruolo del Comitato dei familiari: “Una importantissima funzione civile di valore generale, per Genova e per tutta Italia”.

Sulla stessa linea i co-portavoce regionali di Europa Verde, Simona Simonetti e Simon Moeller: “Il ponte Morandi è crollato perché l’universo spietato del profitto non voleva fermarsi”. E si aggiungono: “Questa sentenza è solo l’inizio del processo che dovrà rendere giustizia alle 43 vittime”, chiedendo di “ripensare tutto il sistema delle concessioni”.

Critica anche Selena Candia, capogruppo regionale di AVS, che evidenzia: “Questa sentenza ci ricorda l’importanza della manutenzione sulle opere pubbliche”. E attacca: “La destra continua a pensare a mega opere inutili come il ponte di Messina, quando bisognerebbe prendersi davvero cura di quello che abbiamo”.

Chiude il consigliere regionale Jan Casella con parole di forte impatto: “Nessuna sentenza può rimarginare una ferita così grave”. E concludono: “L’unica vera vittoria arriverà il giorno in cui la corsa al profitto smetterà di avere la meglio sulla vita e sulla salute delle persone”.

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