Pietra Ligure, Branca e Casella (AVS): “Gravissima la privatizzazione del corso di Medicina”
“Scelta classista, chi può spendere 120 mila euro in sei anni per diventare medico?”

di Redazione. Maria Gabriella Branca, assessora comunale all’educazione alla cittadinanza attiva a Savona, e Jan Casella, consigliere regionale di AVS, bocciano la scelta della Regione di privatizzare il corso universitario per le professioni mediche a Pietra Ligure.
“Quanto sta accadendo costituisce una grave violazione dei diritti costituzionali, dal diritto allo studio, al diritto di eguaglianza, al diritto alla salute”, denunciano, ricordando la chiusura nel 2019 della Scuola Infermieri e la mancata attivazione nel 2025 del corso pubblico di Fisioterapia a Genova.
“All’ospedale di Pietra Ligure, nell’immobile che continua a chiamarsi ‘Scuola Infermieri’, arriva Link Campus University, privata, con Medicina e Chirurgia: 55 posti nel 2026/27 in convenzione con Regione, ASL1 e ASL2. Una scelta pericolosa e classista: la retta costa 20 mila euro all’anno, 120 mila in sei anni. Il diritto allo studio non può diventare un privilegio per pochi agiati”, attaccano Branca e Casella, che a luglio ha presentato un’interrogazione in Regione.
“La Sanità non può essere un libero mercato in mano alle imprese che alimentano la formazione privata e traggono profitti sulla pelle dei cittadini. Nonostante le rassicurazioni di Bucci, la sanità ligure è in stato gravissimo, tra liste d’attesa infinite e pazienti costretti a rinunciare alle cure”, sottolineano i rappresentanti di AVS, concludendo: “Contestiamo la scelta sbagliata di collocare un’università privata dentro un ospedale pubblico, anziché rafforzare quella pubblica”.







