No all’inceneritore in Liguria, la Rete Liguria chiama i cittadini alla diretta del Consiglio comunale di Genova
La rete dei comitati liguri invita a seguire su Facebook la seduta del 30 giugno ea intervenire con commenti per ribadire il no al termovalorizzatore e chiedere una gestione dei rifiuti coerente con le regole europee

di Redazione. Rete Liguria – Bene Comune lancia una mobilitazione civica in vista della seduta del Consiglio comunale di Genova di martedì 30 giugno 2026, convocata alle 15 e trasmessa in diretta sulla pagina Facebook istituzionale. L’obiettivo dichiarato è “far sentire un netto NO alla proposta di realizzazione di un termovalorizzatore in regione”, trasformando la partecipazione online in pressione politica sulla giunta.
“La partecipazione anche via commento alla diretta è un atto politico concreto: è necessario far sapere alla giunta che la Liguria rifiuta soluzioni che compromettono ambiente, salute e futuro delle nuove generazioni”, si legge nel comunicato diffuso dalla Rete. La Rete chiede ai cittadini di collegarsi alla diretta, cercando su Facebook la pagina ufficiale Comune di Genova e, il 30 giugno alle 15:00, cliccando su “Guarda il video” per seguire la seduta.
Una volta collegati, l’invito è a “lasciare un commento durante la trasmissione con il proprio pensiero”, perché “ogni voce conta e amplifica la pressione pubblica”. Per rendere immediata la partecipazione vengono proposti alcuni slogan, tra cui “NO all’Inceneritore!”, “Bruci i rifiuti? Bruci la Liguria”, “Una Liguria pulita è possibile!”, “La salute dei liguri vale più di un contratto per un inceneritore. Dite NO!”, “Zero rifiuti, zero veleni”.
Sul piano politico, la rete dei comitati liguri che fa capo alla Rete Liguria – Bene Comune chiede “che il Comune di Genova abbandoni ogni logica emergenziale o propagandistica e torni a un’impostazione coerente con il diritto europeo: prevenzione, raccolta differenziata spinta, impianti per il riciclo, trattamento della frazione organica, riduzione del residuo e massima trasparenza sugli atti”. Secondo il comunicato, Palazzo Tursi deve “spiegare perché non siano stati raggiunti obiettivi più ambiziosi su riduzione dei rifiuti, differenziata e impiantistica di riciclo, e deve chiarire quali fondi pubblici siano già stati impiegati per sostenere questa opzione”
“Non è accettabile che i cittadini paghino il prezzo di anni di pianificazione insufficiente e poi vengono messi di fronte a una scelta impostata dall’alto, senza un vero confronto pubblico”, scrive ancora la Rete. E chiude: “La Liguria non ha bisogno di un grande forno per dare una risposta ai propri errori. Ha bisogno di una politica seria, controllabile e all’altezza delle regole europee”.







