Emiliano Cribari a Testico per parlare di ricordi
Lo scrittore leggerà brani tratti dai suoi libri
di Claudio Almanzi. Testico. Il 13 agosto alle ore 17 appuntamento imperdibile per gli appassionati di Storia e Cultura locale: a Testico si svolgerà un incontro tra lo scrittore Emiliano Cribari e Renzino Morotti, il curatore del Museo Rurale e degli Antichi Mestieri di Testico. Cribari è anche poeta, fotografo e cercatore di luoghi perduti, mentre Renzino è un inossidabile ricercatore di oggetti: ” Attraverso gli oggetti della nostra storia – ci spiega Lucia Moscato sindaca di Testico- della quale è appassionato custode e narratore Renzino ci porta a ricordare e riflettere. Nel suo museo espone migliaia di pezzi delle più svariate epoche storiche, dei quali conosce ogni particolare: origine, funzione, contesto storico, nome in dialetto ligure e in italiano. Ripercorrendo la storia dei nostri luoghi, dei nostri antenati e dei loro oggetti attraverso lo sguardo di Cribari in dialogo con il collezionista di storie Renzino, saremo spinti a riflettere, pensare, ripensare e decidere sul tipo di vita che vogliamo per noi oggi e per il futuro di chi ci sarà. Se non lo facciamo non è colpa dei luoghi e non è colpa del cambiamento climatico”. Renzino Morotti non solo recupera gli oggetti ma li studia, li espone adeguatamente, ne racconta la storia e nello stesso tempo narra la storia di chi li utilizzava. I suoi racconti affascinano turisti, scolaresche di bambini, giovani e giovanissimi, che si recano spontaneamente in gruppo o individualmente al museo e che restano affascinati dai suoi racconti. “In queste occasioni – prosegue la Moscato- il curatore diventa anche una figura educativa e affettiva i cui messaggi sono considerati molto preziosi dai bambini e dai ragazzi, al punto che tutti lo considerano un loro nonno al quale non mancano in ogni occasione, natale, compleanno, vacanze, di mandare messaggi di affetto e gratitudine”. L’ospite di Testico Emiliano Cribari è uno scrittore, poeta, fotografo, guida ambientale, camminatore e cercatore di luoghi perduti. Dalla sua ricerca filosofica-letteraria-umana, nascono poesie, racconti, riflessioni, fotografie che lui condivide attraverso i suoi libri e attraverso bellissime camminate letterarie a conclusione delle quali i presenti vivono il piacere di ascoltare dalla sua voce letture tratte dai suoi libri o di altri scrittori da lui scelti. “Cribari- ci spiega il noto scrittore ed editor Armando D’Amaro- ci racconta lo stato delle cose che vede durante le sue camminate tra i paesi per lo più piccoli e di estrema periferia per lo più disabitati e spopolati, per lo più testimoni dell’assenza di opere di cura quotidiana da parte degli uomini, delle istituzioni e dello Stato. E così mentre ne rileva le ferite, ferite che sente addosso psicologicamente e fisicamente, non si erge a ruolo di denuncia che resta in implicito sottofondo ma ne esalta la vita che c’è stata, la vita che c’è ancora e la vita che ci potrebbe essere”. Il suo non è un racconto o richiamo nostalgico verso un passato che non è più, ma verso la traccia di umanità che le rovine urbane, i boschi, i sentieri, le montagne hanno conservato e custodito nel silenzio e forse nell’indifferenza anche di chi soltanto d’estate vi si reca per un temporaneo quanto breve riposo, luoghi con i quali non si ha quasi più nulla a che fare. Cibrari ci vuol fare riflettere sulla necessità di riportare in vita l’umanità dei luoghi perduti, l’umanità di cui essi hanno conservato traccia scritta o memoria nei muri diruti o nel legno ammalorato di una porta.
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