Goliardia senza confini: Boissano come Dubai, scatta l’embargo della focaccia
L'importante è che, tra un barile e l'altro, non manchi mai il bicchiere di Vermentino per brindare alla faccia di chi ci crede

di B.R.D.F. La quiete di Boissano è stata squarciata dal 1 aprile da un boato: non un tuono, ma il primo zampillo di greggio extra-vergine estratto direttamente da un muretto a secco. La notizia ha fatto il giro del paese “Il petrolio di Boissano è il migliore, lo dicono tutti. Ma se provate a darne un solo barile ai cinesi, metterò i dazi anche sulle trofie!“, dicono divertiti gli abitanti del paese alle spalle di Ooano
Nel frattempo, in paese la situazione è surreale: c’è chi ha avanzato la proposta di sostituire i lampioni con piccoli falò di gas naturale e si parla di trasformare l’autostrada A10 in una pista per cammelli dorati. I residenti, tuttavia, mantengono il proverbiale pragmatismo ligure: si dicono pronti a trattare con la Casa Bianca, ma solo in cambio della sovranità assoluta sul pesto e dell’abolizione dell’IMU sulle seconde case.
L’OPEC ha già chiesto l’ammissione della Liguria al cartello, ma la risposta è stata secca: “Va bene, ma portatevi le sedie da casa che qui non c’è posto”. Intanto, i tecnici stanno studiando come installare una trivella a forma di ulivo per non rovinare il paesaggio. La geopolitica trema, ma Boissano sorride: l’importante è che, tra un barile e l’altro, non manchi mai il bicchiere di Vermentino per brindare alla faccia di chi ci crede!








