Sanità, Ioculano attacca “FdI fa opposizione a sé stessa. Prima vota la riforma, poi raccoglie le critiche”
Il consigliere regionale del PD contesta l’incontro riservato con i professionisti “L’ascolto andava fatto prima”. Nel mirino il questionario anonimo e le scelte sui nuovi piani organizzativi

di Redazione. Prima sostiene la riforma sanitaria, poi riunisce i professionisti per chiedere cosa non funziona. È la contraddizione denunciata da Enrico Ioculano, consigliere regionale del PD e vicepresidente della commissione Sanità, che attacca Fratelli d’Italia dopo la notizia, riportata dal Secolo XIX e richiamata nel suo comunicato, di un incontro riservato con oltre cento persone tra medici, dirigenti e imprenditori.
“Una riforma che il partito ha contribuito a scrivere, ha difeso in Commissione, in Consiglio regionale e ha votato convintamente” sottolinea Ioculano. Da qui l’affondo: “Ci deve essere stato uno sdoppiamento di personalità, visto che ora Fratelli d’Italia prende le distanze da quello che ha sostenuto fino a ieri”.
Il consigliere concentra la contestazione sui vertici politici che, secondo quanto riferisce, erano presenti all’incontro: Matteo Rosso, responsabile nazionale della Sanità di FdI, Massimo Nicolò, assessore regionale alla Sanità, e Stefano Balleari, presidente del Consiglio regionale. “Difficile immaginare chi abbia avuto maggiori responsabilità sulle scelte della Regione”.
Per Ioculano, se FdI ritiene che la riforma della Giunta Bucci non funzioni, deve spiegare il proprio ruolo nella sua approvazione. Se invece le decisioni fossero state prese senza il suo consenso, sarebbe in discussione l’autorevolezza dell’assessore. “A questo punto non ci stupiremmo se l’assessore Nicolò, raccolte le critiche, presentasse un’interrogazione a sé stesso”.
Nel mirino anche il questionario anonimo utilizzato per raccogliere le osservazioni. “Le nostre critiche portavano una firma e sono arrivate prima del voto. Quelle raccolte da Fratelli d’Italia sono anonime e arrivano dopo”, incalza il consigliere. A suo giudizio, questa modalità sarebbe il segnale di un clima di timore tra gli operatori: “È un clima forgiato da Fratelli d’Italia stessa, che oggi lo certifica con le proprie mani”.
Ioculano rivendica le contestazioni mosse dal PD prima del voto: un’analisi dei bisogni di salute ritenuta inadeguata, l’assenza di un confronto reale con i professionisti e la mancata chiarezza sui benefici per i cittadini. “Se Fratelli d’Italia ha finalmente deciso di ascoltare chi lavora nella sanità, è una buona notizia. Sarebbe stato preferibile farlo prima di votare la riforma”.
L’attacco si estende ai nuovi piani organizzativi aziendali, all’esame della Giunta secondo il comunicato. Per il consigliere, le scelte risponderebbero “più agli equilibri politici e alla distribuzione degli incarichi che alle reali esigenze della sanità ligure”.
La conclusione è una stoccata: “Per il punto in cui hanno portato la sanità ligure, più che una riunione riservata, a Fratelli d’Italia servirebbe un esame di coscienza. Possibilmente non anonimo”.






