Villanova d’Albenga, PFAS nell’acqua: stop al consumo in alcune zone
Divieto in parte del capoluogo, a Coasco e Borgoverde. Consentiti gli usi igienici, richieste forniture alternative

di Redazione. Vietato utilizzare l’acqua della rete pubblica per bere e preparare alimenti in alcune zone di Villanova d’Albenga. Lo dispone l’ordinanza numero 18 del 13 ottobre 2026, firmata dal sindaco Pietro Balestra, dopo il riscontro di PFAS oltre i limiti indicati nel provvedimento.
Il divieto riguarda il capoluogo nell’area tra i torrenti Arroscia e Lerrone, l’aeroporto e la zona della chiesa Madonna delle Grazie dalla rotatoria del Nucleo Elicotteri; Coasco, dal confine con Ortovero alla chiesetta di San Marco; e Borgoverde. Le altre zone del Comune non sono interessate dalle restrizioni.
Le analisi ARPAL hanno rilevato PFAS oltre il limite indicato nell’ordinanza: 0,05 microgrammi per litro contro 0,02. Secondo il gestore SCA, l’anomalia riguarda un solo pozzo, mentre il resto della rete non presenta criticità.
L’acqua non può essere usata per scopi potabili e alimentari: l’ordinanza precisa che l’ebollizione non elimina i PFAS. Restano consentiti gli usi igienici e l’igiene personale. Le restrizioni dureranno fino al ripristino della conformità e alla rettifica del provvedimento.
SCA dovrà informare la popolazione e attivare forniture alternative, come autobotti o acqua confezionata. Entro dieci giorni dovrà presentare ad ASL e Comune un piano correttivo, affiancato da un monitoraggio straordinario.







