150mila cittadini hanno rinunciato alle cure, accuse alla Regione
Natale e Piccardo richiamano i 150mila liguri che hanno rinunciato alle cure e il saldo negativo di oltre 75 milioni di euro per la mobilità sanitaria

di Redazione. Il Partito democratico ligure contesta la lettura dei dati Gimbe proposta dalla Regione e punta l’attenzione sulle difficoltà di accesso alle cure. A intervenire sono Davide Natale, segretario del PD Liguria, e Katia Piccardo, responsabile Sanità del partito, che criticano i toni trionfalistici attribuiti a Bucci e Nicolò.
Secondo i dati richiamati nel comunicato, lo scorso anno 150mila liguri hanno rinunciato a curarsi perché non potevano sostenere i costi della sanità privata oppure non riuscivano a ottenere le prestazioni nei tempi necessari. Per i due esponenti dem, questo dato evidenzia una situazione ancora preoccupante, segnalata da liste d’attesa e servizi insufficienti.
Nel mirino anche la valutazione della rete ospedaliera: stando a quanto riportato dal PD, la Liguria è scesa dall’undicesimo posto del 2024 al quattordicesimo complessivo, risultando ultima tra le regioni del Nord. A questo si aggiunge un saldo negativo della mobilità sanitaria superiore a 75 milioni di euro, che Natale e Piccardo collegano alle difficoltà dei cittadini costretti a cercare cura fuori regione.
La critica riguarda inoltre il ricorso alle prestazioni a pagamento. Per i rappresentanti del PD, dover mettere mano al portafoglio per curarsi rappresenta un onere particolarmente ingiusto, perché dipende dalla necessità di assistenza e non dalla capacità di reddito.
Natale e Piccardo attribuiscono la responsabilità politica di questo quadro agli undici anni di governo della destra. Da qui la richiesta a Bucci e Nicolò di abbandonare proclami e celebrazioni e concentrarsi su risposte concrete per chi rinuncia alle cura o è costretto a pagarle di tasca propria.








