Andora
Tendenza

Pineta dell’ex Ariston, ViviAmo Andora: “Il sindaco Demichelis ha firmato contro se stesso”

Il gruppo consiliare contesta la ricostruzione dell’amministrazione: "Gli atti ufficiali raccontano una storia diversa". Chiesto anche l’accesso alla documentazione

di Roberto Tomatis. Non si spegne lo scontro politico sulla pineta dell’ex Ariston. Dopo la firma del sindaco Mauro Demichelis alla petizione promossa da Viviamo Andora per salvare l’area verde, il gruppo consiliare di minoranza torna all’attacco e mette nel mirino quella che considera una contraddizione nella posizione del primo cittadino. “Il sindaco Demichelis ha firmato la petizione promossa da ViviAmo Andora per salvare la pineta dell’ex Ariston. Un gesto che apre una domanda inevitabile: Se ritiene giusto salvare la pineta, perché la sua amministrazione non l’ha difesa?”, scrive il gruppo sui social.

Demichelis aveva aderito alla raccolta firme dopo averlo annunciato in Consiglio comunale, precisando però che “purtroppo, la mia firma probabilmente non servirà a cambiare il corso delle cose. Ci piacerebbe fosse possibile salvarla. Come ho ampiamente spiegato in Consiglio comunale, la pineta non è tutelata da alcun vincolo paesaggistico. Per la legge è un giardino privato, in un’area la cui edificabilità è stabilita e autorizzata da strumenti urbanistici vigenti da oltre trent’anni. I proprietari sono regolarmente autorizzati da tutti gli Enti a cominciare da Regione e Soprintendenza. Questa mia firma dichiara condivisione della tutela del verde e che da questo intervento edilizio vogliamo e dobbiamo ottenere quanto più possibile in favore di Andora, in opere, decoro e verde davvero a disposizione dei cittadini”.

Una ricostruzione che ViviAmo Andora contesta richiamando la documentazione urbanistica. “Eppure gli atti ufficiali raccontano una storia diversa”, sostiene il gruppo, citando la Relazione Generale del PUO del 2012, nella quale – secondo quanto riportato nel post – l’area risultava soggetta a tutela paesaggistica ai sensi della legge 1497/1939, e la Relazione Urbanistica del 2023, dove si parlava del “recupero della pineta di valore testimoniale”. Da qui la richiesta di chiarimenti: “Cosa è cambiato? Perché una pineta che fino a ieri veniva considerata un patrimonio da recuperare oggi non viene più difesa come bene di interesse pubblico?”.

“Per fare maggiore chiarezza abbiamo presentato un accesso agli atti il 13 luglio 2026. Contrariamente a quanto affermato dal sindaco durante l’ultimo Consiglio comunale, ad oggi non abbiamo ancora ricevuto la documentazione richiesta. Noi continueremo a chiedere trasparenza e a raccogliere firme”, conclude il gruppo consiliare.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio

Questo si chiuderà in 5 secondi

Adblock rilevato

Considerate la possibilità di sostenerci disabilitando il blocco degli annunci.