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La scrittice Mary Caridi al concerto di Alberto Fortis

Entrambi di Domodossola A Fortis una copia de "La capofamiglia"

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Alassio. Ci sono incontri che arrivano da lontano, anche quando avvengono alla fine di una emozionante serata di musica.
È successo ad Alassio, al termine dell’evento “Nick the NightFly Friends for Alassio”, nella suggestiva cornice del Parco San Rocco, quando Mary Caridi ha incontrato Alberto Fortis, appena sceso dal palco dove si era esibito insieme alla Sentimental City Band. La scrittrice ha voluto donargli una copia del suo romanzo “La capofamiglia”, edito da VersoAltrove. Una scelta accompagnata da una dedica: “Ad Alberto, perché la memoria e i ricordi che non ci lasciano mai ora sono musica e parole”.
Fortis e Caridi hanno in comune un luogo, Domodossola, e gli anni della loro formazione. Sono nati entrambi nella cittadina piemontese e hanno attraversato, seppure con storie personali molto diverse, la stessa stagione di cambiamenti che va dalla fine degli anni Cinquanta agli anni Settanta. Due percorsi immersi nello stesso mondo, ma segnati da storie molto diverse: lui figlio del medico cittadino; lei in collegio dalle suore con la sorellina, mentre i fratelli frequentavano i frati di Padre Michelangelo. È stato naturale, dunque, ritrovarsi a parlare molto brevemente di quella Domodossola tratteggiata nel romanzo , dei luoghi dell’infanzia e dell’adolescenza, delle trasformazioni della città e di un tempo nel quale anche una realtà di provincia cominciava a cambiare volto. I primi complessi musicali, le cantine dove si provava a suonare, il fermento culturale e giovanile, mentre una società ancora profondamente legata alla tradizione si avviava verso la modernità.
“Non sono le nostre vite a essere simili, ma è lo stesso tempo storico ad averci attraversato, lasciando tracce diverse”, racconta Mary Caridi, ringraziando Fortis per la gentilezza e sensibilità che ha consentito il loro incontro . “Durante il concerto mi ha colpito anche il suo continuo richiamo alla pace e al futuro dell’umanità. È un tema che sento profondamente mio.”
Nel romanzo “La capofamiglia”, la memoria personale si fa romanzo e diventa materia narrativa. Attraverso la storia della protagonista, Caridi racconta il passaggio da una società contadina a quella dei consumi, restituendo il clima di un’epoca e le trasformazioni profonde che hanno cambiato il modo di vivere, pensare e guardare il futuro.
Ed è forse proprio qui che musica e letteratura finiscono per incontrarsi: nella capacità di conservare ciò che il tempo rischia di portare via. Ad Alassio, per una sera, Domodossola è tornata così nelle parole di due persone che hanno preso strade molto diverse, ma che hanno condiviso gli stessi anni, gli stessi luoghi e, inevitabilmente, una parte della stessa memoria. Storie diverse stesso approdo: l’arte. Un legame con la città natale di Caridi è in programmazione come tappa del tour di presentazione del romanzo “La capofamiglia”.

(c.s. di VersoAltrove)

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