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Tendenza

Voti o Persone? 

Il Politico locale e la Sottile Linea tra Elettore e Persona

di Flavio Lenardon. Noterete come nelle strade della nostra città, i politici spesso vaghino avvolti nella “nebbia” vera e propria della loro scalata al potere. Ignorano gli sguardi, evitano i saluti, delle persone, persino i pensieri sembrano rivolti solo ai voti anziché alle persone. E infatti salutano l’elettore non la persona.

È un’osservazione comune e generale, un fenomeno che emerge soprattutto in periodi elettorali. Ma dov’è il confine tra elettore e persona?

Per fare il bene del paese, per fare la politica per la popolazione è richiesta capacità certo, oltre a questo ci vuole cuore e cura. 

Non si tratta solo di programmi elettorali, di slogan multicolori, di proclami altisonanti, si tratta di empatia, connessione con le persone che si devono rappresentare, si tratta di benessere di chi crede in noi, ma anche di chi ci è avverso, il politico è per tutti non per se stesso. E a volte un sorriso sincero può valere più di mille promesse vuote.

Al di là delle elezioni infatti, la vera sfida per un politico è preservare una vitale relazione con la comunità. Il contatto con le persone non deve essere solo una sfilata allegorica durante la campagna elettorale, la toccata e fuga lasciamola al più famoso compositore. Come nelle più terrestri relazioni umane, essere presenti in modo autentico e significativo  prima, dopo e durante il mandato, è importante, il sorriso di cui scrivevo prima deve essere sincero, la vicinanza costruita durante un percorso di conoscenza attivo e presente.

Il cambiamento inizierà quando il politico abbraccerà il concetto che dietro ogni voto c’è una persona in carne ed ossa, con le proprie debolezze, paure e bisogni, sogni e bisogni spesso disattesi dietro sorrisi falsi o mancati. 

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