Albenga

Una scuola di politica e amministrazione, l’asse Robello Luppino

Tra manovre elettorali e poliedriche aspettative per il futuro di Albenga non mancano le varietà di posizioni e di punti di vista che iniziano a riscaldare il confronto elettorale del 2024.
“L’assemblea pubblica organizzata davanti all’ingresso della caserma Piave a Vadino per discutere e contestare l’eventuale CPR (Centro di Permanenza e Rimpatrio) – sostiene Bruno Robello De Filippis, leader UDC (Unione Democratica di Centro) di Albenga – è stato un buon inizio per creare un comune ed unitario sentire nei confronti delle problematiche e delle prospettive dell’intera città e, spero, dell’intero comprensorio ingauno.
Tuttavia, nell’ascoltare le parole espresse in tale occasione dal Presidente del Consiglio Comunale Diego Distilo “qui non c’è la “qui non c’è la politica qui non ci sono i partiti politici”, mi sorgono spontanee delle perplessità e delle preoccupazioni su ciò che è e che dovrebbe essere la nostra città in quanto ritengo che la politica e i partiti ci debbano essere, eccome, poiché rappresentano l’essenza di ogni convivenza civile e democratica nonché le principali premesse per un adeguato sviluppo economico e sociale di qualsivoglia comunità.
In tal senso credo che Albenga sia carente di politica e caratterizzata da una grave assenza dei partiti per cui è necessario provvedere al più presto per un sufficiente e diffuso senso della politica – conclude Robello-e recuperare in modo incisivo il ruolo, anche “obbligatoriamente” democratico, dei partiti per giungere in termini partecipativi alla ridefinizione di una seria e competente rappresentanza con politici liberi da ogni genuflessione e sudditanza e forti nella promozione, composizione e tutela degli interessi albenganesi!”
“Non è la prima volta – aggiunge Cosimo Luppino, coordinatore UDC Albenga e Valli Ingaune – che sento dire persino dal “top” politico ed “intellettuale “ di Albenga che tante problematiche “non riguardano la politica e i partiti” in quanto cose da risolvere al di fuori dei medesimi. La cosa è grave e mi chiedo, a tal punto, come si può passare al “fare”, che è attività prettamente amministrativa, senza una preventiva attività decisionale che riguarda esclusivamente la politica (Decidere) e la vita dei partiti.
Al mondo politico albenganese serve chiarezza intellettuale, prima di tutto, per consentire a tutte le forze politiche, sociali e di categorie produttive di attrezzarsi ed impegnarsi con intelletto, astuzia, dialogo, correttezza e competenza e, per quanto riguarda l’UDC, anche in termini sinergici con il prezioso e fondamentale ruolo guida del nostro segretario provinciale Roberto Pizzorno, al fine di decidere e fare, nel loro preciso significato rispettivamente di politica ed amministrazione, quanto sia utile per dare dignità politica a tutti gli albenganesi nella rappresentanza dei propri interessi soprattutto economici – conclude Luppino – che non sono mai stati cosa da poco per l’intera economia anche nazionale!”

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