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Folla ai funerali di Rodolfo “Dodo” Rosso grande campione di pallapugno

il ricordo di Riky Aicardi ed Enrico Costa

di Claudio Almanzi. PriolaSi sono svolti ieri pomeriggio a Priola i funerali del grande campione della pallapugno Rodolfo “Dodo” Rosso. Centinaia gli amici ed appassionati del “balùn” che da tutto il Piemonte e dalla Liguria sono arrivati, in provincia di Cuneo, a Casario, nella frazione per l’estremo saluto ad un grande della pallapugno. Rosso è mancato improvvisamente domenica, all’età di 67 anni: la notizia ha scosso il mondo dello sport delle due regioni nelle quali “Dodo” nella lunga carriera sportiva aveva dato prova della sua classe: “Incontrarlo a Cengio- ricorda con commozione Riky Aicardi (a sua volta quattro volte campione italiano) suo avversario e grande amico- era sempre difficile. Rosso era una potenza: un guerriero, generoso e possente tirava bordate che erano difficili da rispondere. E’ stato un campione unico. Certo eravamo avversari, ma anche amici: la gente lo amava per la sua generosità, per la passione e la classe. Siamo cresciuti e ci siamo affermati nello stesso periodo quando ancora gli sferisteri erano stracolmi tanto che molti rimanevano fuori dall’impianto. A Cengio “Dodo”, in una qualsiasi partita di campionato, riusciva a richiamare allo sferisterio più di tremila persone. E’ stato un campione che ha lasciato il segno”. 

Nato a Priola il 28 luglio 1956 dopo aver giocato nelle giovanili di Ceva era approdato alla serie A. Ha disputato nella massima serie 24 stagioni. Le sue più importanti affermazioni sono arrivate con la Spec Cengio nella quale ha militato per 12 stagioni. Nel 1987 ha vinto con la Spec Cengio lo scudetto ed ha disputato complessivamente quattro finalissime. Al funerali erano presenti tanti suoi amici ed avversari, le massime autorità sportive delle province di Cuneo, Imperia e Savona, delegati federali e delle società nelle quali aveva militato e rappresentanti della Fipap.” Dodo Rosso – ha commentato il presidente della Fipap Enrico Costa– era una di quelle persone belle del mondo del balùn, sempre pronto al sorriso, ad una battuta. Sempre disponibile, sorridente, mai una parola fuori luogo. Lo abbiamo premiato nel recente incontro con il presidente del CONI Giovanni Malagò, con i campioni che hanno vestito il tricolore: applaudito da tutti, anche dai più giovani che hanno saputo riconoscere le sue qualità di uomo prima che di giocatore. Una persona speciale che non dimenticheremo”. Oltre che a Cengio Rosso ha giocato per quattro stagioni a Caraglio, due a Spigno Monferrato, una ad Alba, Ceva, Magliano Alfieri, Mondovì, Monticello e Pieve di Teco. Complessivamente ha disputato 369 partite ufficiali, 316 in campionato, affrontando 31 capitani. Oltre allo scudetto si è anche aggiudicato tre Coppa Italia: 1984,1985 e 1991. Nella foto un momento della premiazione al Coni dei giocatori che hanno vinto lo scudetto della Pallapugno. 

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