Liguria
Tendenza

Un successo l’esercitazione di IT-alert in Liguria

Oggi alle 12.01 circa 2 milioni di smartphone, quelli agganciati alle celle telefoniche operanti sul territorio ligure, hanno ricevuto il messaggio di test di IT-alert, il nuovo sistema di allertamento nazionale della Protezione civile. 
Sono state solo 7, in un’ora, le telefonate effettuate al numero unico di emergenza 112 di persone, per lo più anziani, allarmate dal test. 
IT- alert è lo strumento di allarme pubblico per l’informazione diretta alla popolazione che, una volta entrato in funzione, diramerà ai telefoni cellulari presenti in una determinata area geografica messaggi utili in caso di gravi emergenze o catastrofi imminenti o in corso, in particolare su 6 eventi di competenza del Servizio nazionale di Protezione civile: maremoto (generato da un terremoto), collasso di una grande diga, attività vulcanica (per i vulcani Vesuvio, Campi Flegrei, Vulcano e Stromboli), incidenti nucleari o emergenze radiologiche, incidenti rilevanti in stabilimenti industriali o precipitazioni intense.
Il questionario reso accessibile durante la prova di oggi è funzionale a fornire feedback sul sistema e renderlo così ancora più preciso e utile.
“Il test del sistema di allarme pubblico IT-alert il Liguria è andato a buon fine – commenta l’assessore alla Protezione Civile Giacomo Giampedrone – confermandosi uno strumento in più per la Protezione Civile. La capillarità del segnale è stata verificata dalla prova odierna e, anche se dovremo attendere qualche ora per avere i dati complessivi, possiamo già dire che non sono state riscontrate criticità: un risultato raggiunto anche grazie al lavoro puntuale che ha preceduto la giornata di oggi. È inoltre in corso un dialogo con il Dipartimento nazionale di Protezione Civile sulla possibilità di declinare una parte del sistema IT-alert all’utilizzo territoriale, come ulteriore supporto alle allerte meteo, che già conosciamo e applichiamo su scala regionale. IT-alert si attiverà in caso di piogge intense, alluvioni, maremoti a seguito di eventi sismici, incidenti industriali ed emergenze nucleari: queste sono le codifiche su cui il Dipartimento regionale ha lavorato insieme a quello nazionale, ma la declinazione territoriale, qualora verrà messa in campo, potrà riguardare situazioni ancora più puntuali. IT-alert è frutto di un percorso avviato tre anni fa che ha ricevuto il via libera, tra gli altri, dai garanti della privacy e il cui unico scopo è salvare delle vite: nessun dato dei cellulari che ricevono il messaggio viene in alcun modo raccolto, archiviato o consultato”.
Il sistema IT-alert non sostituirà le modalità di informazione e comunicazione già in uso a livello regionale e locale, ma andrà a integrarle. 
“Con la Liguria si va verso la chiusura del ciclo di sperimentazioni regionali del nuovo sistema – spiega Cosimo Versace, Direttore IT della Fondazione Cima e project manager di IT-alert – Si è trattato di una fase molto importante perché effettuare test su larga scala è molto diverso rispetto a quanto si è potuto fare nel nostro laboratorio di Savona, dove si lavora per forza di cose un numero molto limitato di celle. Grazie a queste prove si verifica l’effettiva funzionalità del sistema e, infatti, diverse criticità emerse con i primi test dello scorso giugno sono già state risolte. Ci muoviamo a grandi passi verso la piena operatività di IT-alert, prevista per il mese di febbraio del 2024”.
Ogni dispositivo mobile connesso alle reti degli operatori di telefonia può ricevere un messaggio IT-alert: non è necessario iscriversi né scaricare nessuna applicazione, e il servizio è anonimo e gratuito per gli utenti. Attraverso la tecnologia cell-broadcast i messaggi IT-alert possono essere inviati a un gruppo di celle telefoniche geograficamente vicine, delimitando un’area il più possibile corrispondente a quella interessata dall’emergenza. 
In futuro, quando IT-alert sarà in funzione, potrà accadere che un messaggio indirizzato a un’area possa raggiungere anche utenti che si trovano al di fuori dell’area stessa oppure in aree senza copertura può capitare che il messaggio non venga recapitato. La capacità di ricevere i messaggi dipenderà anche dal dispositivo e dalla versione del sistema operativo installata sul cellulare: i test servono proprio a verificare tutte le eventuali criticità per ottimizzare il sistema.
Nessun dato personale di chi riceve il messaggio viene in alcun modo raccolto, archiviato o consultato né dal Dipartimento della Protezione Civile né dall’operatore telefonico di riferimento. I messaggi IT-alert viaggiano infatti attraverso il sistema di cell-broadcast, una tecnologia che consente agli operatori telefonici di inviare messaggi a chiunque si trovi in prossimità dell’area interessata coperta da specifiche celle di trasmissione della rete cellulare di uno specifico territorio.
Il sistema è unidirezionale, dall’operatore telefonico al dispositivo.

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