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Tendenza

TPL Linea, l’autista che restaura i vecchi bus: nuovo progetto per Savona

La storia di Cristian Mazza, i suoi mezzi protagonisti anche di serie Tv e su Netflix: “Un vero amore per gli autobus, da sempre e per sempre”

“Da sempre e per sempre” è la storia dell’autista di TPL Linea Cristian Mazza: classe ’73, nato e cresciuto a Savona, in zona Piazzale Moroni, ai tempi periferia cittadina, con una passione sfrenata per gli autobus fin dalla nascita.

Il suo hobby è davvero originale: ricerca vecchi bus di linea, degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta, e li restaura donando loro nuova linfa vitale.

Gli autobus hanno sempre fatto parte della vita di Cristian: abitava in periferia e il mezzo pubblico era il collegamento diretto con il centro cittadino. I bus erano per lui preziosi compagni di vita, che lo conducevano verso il cuore pulsante della città, riportandolo poi a casa dai genitori.

Erano una sicurezza, una certezza e gli trasferivano un senso di stabilità: sia nella notte, che durante il giorno, sia con il sole che con la pioggia, a ferragosto come sotto alla neve, l’autobus passava sotto casa sua, scandendo il tempo delle sue giornate.

Una certezza ed una presenza costante nella sua vita, una sensazione per lui così familiare da non avere, ancora bambino, alcun dubbio sul mestiere da coltivare: “Voglio diventare ad ogni costo un conducente di autobus!” ripeteva sempre, costringendo genitori e parenti a farlo salire su qualche bus di passaggio.

Si apre così ai ricordi dell’infanzia e di quando, in braccio a sua mamma, aspettava l’autobus di linea dell’AMTU, azienda dell’epoca in servizio a Savona.

“I bus di allora erano verdi, mastodontici e l’autista guidava a destra, come spesso accadeva per modelli costruiti negli anni ‘50 e ancora in circolazione anche nei primi anni ‘80. I miei occhi erano catturati da ogni particolare: le porte erano in legno, l’emettitrice automatica di biglietti era enorme e cercavo di riprodurre ogni rumore che sentivo” ricorda.

E rivolgendo il pensiero ai genitori sospira: “sono consapevole di essere stato un ragazzino del tutto particolare, con una passione fuori dal comune e diverso da quasi tutti i miei coetanei. Ma spesso sono le passioni a scegliere le persone, e non viceversa: sono viscerali, come insite in noi fin dalla nascita, scritte nel nostro DNA: non ci si può sottrarre a certi emozioni e non resta che abbracciarle”.

“E cosa è rimasto dei vecchi autobus che ricordavi da bambino? “gli chiediamo.

“Mai dimenticati” risponde con fermezza “quasi come per gioco, dalla metà degli anni ’90, ho iniziato la mia ricerca: senza internet e senza smartphone, solo grazie al passaparola tra amici e colleghi con la mia stessa passione, ho ritrovato pezzi di storia del trasporto pubblico, mezzi ormai unici, autobus iconici e rappresentativi”.

Poi ho condotto uno screening oculato in diversi demolitori italiani per trovare autobus dismessi e datati, valutandone il valore storico: “Grazie alla collaborazione di altri appassionati, ho quindi intrapreso questa attività, custodendo gelosamente i bus d’epoca ritrovati e avviando una azione di restauro per riportarli al loro antico splendore originario, con un certosino lavoro di restyling sugli interni e sull’estetica esterna del mezzo” sottolinea il protagonista di questa storia aziendale del trasporto pubblico, ripercorrendo con emozione e devozione il suo viaggio di amore e passione per gli autobus di linea.

“Tra le prime idee sviluppate c’è stata anche quella di trasformare questo gruppo di amici in una associazione, “Il Capolinea”: un bel sodalizio che negli anni è diventato sempre più affiatato e pronto a una continua collaborazione reciproca”.

L’autista di TPL Linea custodisce i diversi mezzi restaurati e/o in lavorazione all’interno di un capannone: “La maggior parte dei lavori viene svolta direttamente da noi, sul singolo mezzo da restaurare, tuttavia, naturalmente, per alcuni interventi ci rivolgiamo a officine spazializzate”.

L’autista di TPL Linea entra poi nel dettaglio della sua collezione: “Attualmente il più ammirato è l’autobus di Roma degli anni ’60, protagonista di alcuni film e serie TV come “L’amica geniale” e un’altra in produzione per Netflix: si tratta del Fiat 410 Cansa del 1963 dell’Atac di Roma, unico esemplare rimasto”.

“In rassegna figura anche l’autobus gemello che girava a Savona dal 1970, il modello Fiat 409 Menarini appartenuto all’Amtu, poi diventata Acts”.

“E non mancano poi quelli più aggressivi che transitavano nelle più grandi città italiane, come il Fiat 421 Al Cameri, in fase di restauro, il più grande autobus della Fiat degli anni ’70, che ha prestato servizio per l’azienda Atm di Torino”.

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