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Torna la preoccupazione per la mosca dell’olivo

Il forte caldo che limitava l’attività della mosca dell’olivo (Bactrocera oleae) se ne è andato un po’ in tutta Italia. L’abbassamento delle temperature crea ora la condizione ideale all’insetto per volare all’interno dell’oliveto. È un periodo particolarmente delicato questo, perché le olive si presentano molto ricettive per la mosca: la drupa è infatti succosa, ben idratata dalle piogge e lo stato fenologico porta ad avere una epidermide che favorisce l’ovodeposizione.

I vari bollettini fitosanitari regionali, come si legge sul portale di riferimento https://olivonews.it/ stanno dando indicazioni precise su catture e consigli sugli interventi da compiere contro questo che è certamente il peggior nemico per gli oliveti.In questo scenario è utile sapere che il Ministero ha rilasciato la registrazione definitiva del Cyazypyr, prodotto altamente efficace per il controllo degli adulti della mosca. Lo si ritrova nell’insetticida Exirel Bait, prodotto da FMC, applicato in miscela con un’esca alimentare attrattiva, a base di proteine idrolizzate – nome commerciale Viserel – su una porzione limitata della chioma degli alberi da difendere. La confezione in cui i due prodotti vengono commercializzati consente il trattamento di 4 ettari.Exirel Bait, sotto il profilo dell’efficacia, registra un’elevata persistenza d’azione e un’ottima selettività nei confronti degli insetti utili (quindi compatibilità con i programmi di produzione integrata) a cui si aggiungono significativi risparmi di risorse: acqua, agrofarmaco, gasolio, tempo.Le potenzialità di Exirel Bait come strumento di lotta alla mosca dell’olivo è stata illustrata in due distinti appuntamenti, tenuti l’uno in Puglia a Bisceglie, l’altro in Toscana a Braccagni. In entrambe le occasioni, attraverso le relazioni di enti ufficiali, tecnici e agronomi sono stati presentati da un lato lo scenario olivicolo nazionale, dall’altro le strategie fitosanitarie di contenimento della mosca dell’olivo.FMC ha avuto modo di proporre ai partecipanti la propria soluzione innovativa e di sottolinearne le principali caratteristiche, quali: il risparmio idrico, la bassa dose di principio attivo necessario, la sicurezza per l’operatore, l’elevata efficacia e la resistenza al dilavamento.Il prodotto, è stato illustrato, va applicato sulle piante tramite agrodosatore, pompa a spalla, lancia manuale oppure atomizzatore, realizzando aree trattate sulle quali le mosche verranno prima attratte dall’esca proteica e poi eliminate dall’insetticida. Può essere infatti utilizzato sia per trattamenti “a macchia” (spot) sia per trattamenti “in banda”. Per entrambe le metodologie è bene trattare a un’altezza di 1-2 metri da terra, producendo gocce di 1-3 mm di diametro. Il trattamento va ripetuto in caso di pioggia cumulata superiore a 15 millimetri. Per ottenere il massimo dei risultati, è bene iniziare le applicazioni alla comparsa degli adulti, all’inizio dell’ovodeposizione. Un blocco di 3 applicazioni di all’inizio di un programma di trattamenti contro la mosca sono la migliore opzione.

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