Toirano, il restauro dell’Oratorio di San Sebastiano
Recupero artistico che rende alla comunità diocesana l’oratorio di San Sebastiano

di Flavio Lenardon. È il restauro artistico, fortemente voluto e accompagnato da don Tiziano Gubetta, parroco di Toirano, che restituisce oggi alla comunità l’Oratorio di San Sebastiano, uno dei luoghi più suggestivi del piccolo borgo. Un intervento attento e mirato che riporta al centro non solo il valore artistico dell’edificio, ma anche il suo significato spirituale e identitario.
La presentazione ufficiale dei lavori svolti si terrà sabato 11 aprile alle ore 15.30, proprio all’interno dell’Oratorio in Piazza San Martino. Sarà un momento di restituzione, pensato per condividere con la comunità diocesana il percorso svolto e i risultati raggiunti.
L’intervento ha riguardato in particolare una parete di grande pregio decorativo, riportata all’originale splendore attraverso un lavoro accurato e si inserisce in un contesto arricchito dalla presenza della pala dell’Assunta, opera seicentesca di Giulio Benso, già oggetto di un recente restauro.
All’apertura dell’incontro, oltre a don Tiziano Gubetta, porteranno il loro saluto Castore Sirimarco, direttore dell’Ufficio Beni Culturali e del progetto Formae Lucis (progetto dedicato alla valorizzazione e alla comunicazione del patrimonio culturale ecclesiastico) e Francesca De Cupis per la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Liguria.
Seguiranno gli interventi dei restauratori: Claudia Maritano, che ha curato il recupero della parete e in particolare per il restauro della pala Cesare Pagliero. I loro contributi offriranno uno sguardo concreto sulle fasi operative, le criticità affrontate e le scelte tecniche adottate.
A completare la presentazione sarà Orlando Boccone, curatore del Museo Etnografico della Val Varatella, con un approfondimento sul ruolo storico e culturale dell’oratorio nel contesto del territorio.
Il restauro è stato possibile grazie al finanziamento della Fondazione De Mari e si inserisce in un più ampio percorso di tutela del patrimonio diffuso. Un esempio concreto di collaborazione tra Chiesa, istituzioni e realtà private.
L’incontro sarà aperto al pubblico e rappresenterà un’occasione per tornare a vivere uno spazio che unisce arte, memoria e spiritualità, restituendolo pienamente alla comunità diocesana.








