AlbengaUncategorized
Tendenza

Termovalorizzatore: ecco cosa ci dice uno studio condotto nel Lazio

Il documento, come spiegato mostra anche che, vivere nel raggio di cinque chilometri da una delle nove discariche presenti nel Lazio, comporti problemi di salute.

di Roberto Tomatis.

Sull’ipotesi di un termovalorizzatore in Valbormida, tutto tace al momento. L’attenzione è rivolta altrove, ma resta la possibilità che venga messo in provincia di Savona. Tra le possibili location, Ferrania, l’area ex Comilog, l’area ex Acna a Cengio. Secondo uno studio del programma Eras del dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio, realizzato in collaborazione con Arpa Lazio, i termovalorizzatori che si trovano all’interno della regione fanno male alla salute dei cittadini. Negli anni, infatti, sembrerebbe aumentato il rischio di contrarre malattie respiratorie, cardiache e cerebrovascolari tra chi risiede nelle vicinanze degli impianti.

I ricercatori del programma Eras hanno aggiornato uno studio realizzato nel 2013. In questi anni, si legge nel documento che Roma Today ha potuto visionare in anteprima, c’è stato “un aumento dei rischi di broncopneumopatie croniche ostruttive tra tutti i residenti. In particolare, c’è stato un aumento statisticamente significativo dei rischi tra le femmine nelle aree a media esposizione, dove le analisi precedentemente condotte non avevano identificato rischi significativi”. Lo studio prende in esame i termovalorizzatori di San Vittore, di proprietà di Acea e attivo dal 2002, e quello di Colleferro, attivo tra il 2002 e il 2018. La causa dell’aumento del rischio di contrarre queste malattie, spiegano gli esperti, è legato alla combustione dei rifiuti da parte degli impianti, che rilasciano nell’aria sostanze come il particolato (Pm10 e Pm2,5), metalli pesanti come mercurio e piombo e prodotti come diossine o il benzene. Gli effetti, come è accaduto nel caso del termovalorizzatore di Colleferro, disattivo da cinque anni, possono presentarsi anche a lungo termine “a causa dell’esposizione cronica agli inquinanti atmosferici”.

Il documento, come spiegato da Fanpage.it, mostra anche che, vivere nel raggio di cinque chilometri da una delle nove discariche presenti nel Lazio, comporta problemi di salute. Gli aggiornamenti dello studio, infatti, “confermano l’associazione tra mortalità, morbosità e incidenza di tumori soprattutto per le patologie a carico dell’apparato respiratorio in coerenza con le indicazioni della letteratura scientifica, e può avere un nesso di causalità con le esposizioni ambientali”.   Tra queste discariche c’è anche quella di Albano Laziale, che si trova a pochi chilometri di distanza dal nuovo termovalorizzatore che dovrebbe essere realizzato a Santa Palomba. Nel merito però, Francesco Lombardi, professore ordinario in Ingegneria Sanitaria Ambientale all’Università di Roma Tor Vergata e tra gli autori del Libro Bianco sull’incenerimento dei rifiuti urbani, aveva spiegato a Fanpage.it che “il termovalorizzatore ha certamente emissioni e impatti, come ogni impianto produttivo. Ma l’impianto, se viene esso riconosciuto come impianto che risponde alle normative antinquinamento, dà necessarie garanzie alla tutela della salute dell’uomo”. Nonostante lo stop dell’Unione Europea alla plastica monouso introdotto con la Direttiva UE 2019/904, oltre all’aumento record in Italia del riciclo di rifiuti speciali e urbani, molte città devono fare i conti con il problema della gestione dei rifiuti. Si tratta di una questione delicata, per la quale spesso si ricorre all’utilizzo dei termovalorizzatori. Sebbene i nuovi termovalorizzatori siano differenti rispetto ai vecchi inceneritori, questi impianti sono comunque responsabili di emissioni di CO2 e producono una serie di scarti pericolosi, offrendo allo stesso tempo vantaggi e svantaggi.

Cos’è un termovalorizzatore?

Un termovalorizzatore è un impianto che brucia i rifiuti per generare energia, producendo elettricità tramite apposite turbine a vapore e in alcuni casi anche acqua calda sanitaria. All’interno degli impianti vengono bruciate alcune tipologie di rifiuti, come gli imballaggi di piccole dimensioni, la plastica monouso e la carta sporca.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio

Questo si chiuderà in 5 secondi

Adblock rilevato

Considerate la possibilità di sostenerci disabilitando il blocco degli annunci.