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Successo ad Albenga per il teatro dei cartelami: un docufilm per raccontare il territorio

È stato un pomeriggio suggestivo quello svoltosi sabato 2 dicembre all’Auditorium San Carlo di Albenga per la proiezione del docufilm “Il teatro dei cartelami”, di Franco Boggero, storico dell’arte, e Marco Kuveiller, regista. Nato dalla collaborazione con Palazzo Oddo – Fondazione Oddi, l’evento è stato arricchito dagli interventi musicali di Giovanni Sardo al violino barocco e di Mauro Borri al clavicembalo.

“Il teatro dei cartelmi” è un docufilm dedicato ai teatri effimeri della Settimana Santa e si propone come episodio pilota della serie televisiva intitolata “Recondita Mirabilia”. Il film racconta un viaggio approfondito alla scoperta dei cartelami rinvenuti in seguito a una lunga stagione di ricerca nel Ponente ligure, restaurati e “riconsegnati” alle loro comunità dal 2012-13 alla fine del 2022.

Il termine “cartelame”, derivada un’antica voce dialettale ligure e indicava un cartone di scarsa qualità adoperato per usi pratici o di durata limitata. Come tale venne usato per definire la realizzazione di apparati decorativi effimeri, che venivano allestiti in occasione dei riti delle Quarantore e dei Sepolcri della Settimana Santa in Liguria nel periodo compreso tra la fine del XVI secolo e i primi decenni del XX. Nel tempo il termine è stato esteso, per comodità, a tutti i tipi di materiale (legno, latta, tela) con cui venivano realizzati tali apparati.

«Raccontiamo la ricerca, e la relativa scoperta, di una serie di cartelami sul territorio del ponente ligure, immergendoci tra le comunità e le loro antiche tradizioni – spiega Franco Boggero a proposito del documentario  – è un percorso iniziato nel 2013 e concluso ora, che ci ha richiesto molto tempo. Fondamentale in questo lavoro è la parola relazione: senza il rapporto con le comunità non saremmo mai riusciti a portare a termine questo film. Partendo dall’arte popolare dei cartelami raccontiamo infatti la gente e il suo territorio: le persone ci hanno aiutato molto, e così facendo è tornato a loro qualcosa».

«Ecco perché ci piace parlare di un’opera collettiva, che vuole aprire interrogativi e strade  – prosegue Kuveiller – con questo episodio pilota abbiamo voluto proporre una sorta di archetipo per raccontare l’arte italiana che non è facile vedere, sottolineando il tipo di attenzione diversa tra il turista e il viaggiatore che entra invece nel concetto nelle cose. Vorremmo dedicare documentari simili a tutte le regioni d’Italia, raccontando l’arte e il territorio che solitamente non arrivano al grande pubblico». 

Prodotto da Human Touch Media di Roma, sotto la guida di Elisabetta Cartoni e Jacques Goyard, e con musiche originali composte da Federico Bagnasco e Alessandro Paolini, “Il teatro dei cartelami” si appresta a essere proposto come documentario storico-artistico innovativo a emittenti internazionali di tutto il mondo, primo episodio di una serie che ha come obiettivo quello di raccontare argomenti poco noti, entrando nei territori e scoprendo le comunità locali.

«Questa proiezione è stata un’occasione per FormaeLucis di proporre ai fedeli diocesani quanto di bello c’è sul territorio – sono le parole del direttore dell’Ufficio beni culturali della Diocesi di Albenga-Imperia, Castore Sirimarco – abbiamo ripreso con questo evento un tema già trattato nel 2021 in una mostra diffusa sul territorio, i cartelami, visto in modo diverso, cercando cioè di scoprire veramente le radici da dove queste opere si sono originate. Quella dei cartelami era un’arte cosiddetta povera per la consistenza con la quale si manifestava, ma ricca per il significato, perché frutto di territori che si trovavano a mezza costa, nel territorio interno, e del loro modo di magnificare la Settimana della Passione. Per promuovere il progetto di valorizzazione dei cartelamiFormaeLucis si è accostato a Franco Boggero, che ne è stato un promotore, insieme a Marco Kuveiller: pensiamo che un prodotto come questo docufilm sia un mezzo efficace per divulgare e raccontare a tutti quest’arte che non è diffusa sul territorio nazionale, ma è una chicca per il nostro territorio».

Parole soddisfatte anche da parte di Roberto Pirino, di Fondazione Oddi, con la quale la Diocedi di Albenga-Imperia e FormaeLucis hanno di recente inaugurato una collaborazione grazie all’inaugurazione del primo tratto del Cammino di San Martino. «Sono molto contento di poter collaborare con l’Ufficio Beni Culturali diocesano – il commento di Pirino – è un’unione spirituale e artistica fondamentale per ottenere bellissimi risultati insieme e per la comunità. Il progetto dei cartelami è un percorso meraviglioso che porta alla luce uno spettacolo religioso e artistico, raccontando persone che hanno dedicato la propria esistenza a trasmetterci questo bene. Il Cammino di San Martino è un altro progetto che ci ha ulteriormente unito, speriamo che possa presto raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti, di unire i popoli come ha fatto San Martino nella sua vita, dall’Ungheria ad Albenga, e da Albenga a Tour e in tutti i paesi dove ha espresso la propria fede e cristianità».

La proiezione si è svolta in collaborazione con il FAI, si ringraziano Fondazione De Mari e Banca di Caraglio.

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