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Simone Marinelli dice addio all’Albenga Calcio

E’ con grande rammarico e delusione che sono costretto a rassegnare le mie dimissioni da presidente di questa gloriosa società. Nelle ultime settimane si sono susseguiti più e più atti irrispettosi verso di me da persone dentro la società. Sono arrivato a luglio, vi ho ridato speranza, futuro, serenità e lealtà. Purtroppo da alcuni miei collaboratori ho ricevuto slealtà, bugie e menzogne.

Sapete che sto lavorando da qualche settimana per dare continuità a questa società visto che come ormai sanno anche i muri, legalmente la mia attività non può essere svolta in serie D. Avevo chiesto esplicitamente ai miei collaboratori di non fornire conti, bilanci, attività dell’Albenga fino a che non sarei restato in carica. Documenti privati, personali e anche passivi di denuncia per le persone che li hanno divulgati. Non sono più stato messo al corrente di nessuna attività, ultima ma non ultima ieri due ragazzi erano in prova all’Annibale Riva senza che io ne sapessi nulla, sarebbe stato curioso se si fossero fatti male di chi sarebbe stata la colpa.

La MIA dirigenza, pagata da ME e non poco perché, ad esempio, il Sig Ferrante ha preso circa 35 mila euro quest’anno ad Albenga per citarne uno dei tanti, sono ormai settimane se non mesi che non mi rende partecipe di nulla e collabora con i futuri proprietari senza rispetto per me, senza capire che sono io il presidente sono io che gli ho dato questa opportunità, sono io che li ho portati in serie D totalmente a mie spese senza un euro di debito per quanto riguarda la mia gestione e avendo estinto ad oggi più del 90% dei debiti accollati dalla gestione precedente.

Come faccio ad essere presente domenica alla festa e guardare in faccia queste persone che da luglio collaborano con me e che negli ultimi giorni ho scoperto essere state solo capaci a tramare alle mie spalle facendomi i sorrisi davanti? Addirittura ieri sera sono venuto al corrente che inoltravano ai futuri proprietari i messaggi che scrivevo io nella chat societaria, che addirittura gli raccontavano ogni mia mossa, ultima per tempo il mio incontro con il sindaco nella giornata di martedì, dove io ingenuamente alla segreteria e alla dirigenza ho riferito quanto detto fidandomi del silenzio, ma dopo 5 minuti i futuri proprietari sapevano anche in questo caso già tutto. Questa cosa non è più sostenibile, non posso più continuare a farmi prendere in giro. Il mio l’ho fatto, e direi anche bene.

Non mi hanno dato l’opportunità di finire perché troppe famiglie di Albenga si credono di essere i padroni dell’Albenga senza capire che sono solo dei dipendenti regolarmente pagati per svolgere il lavoro per cui sono stati chiamati o tenuti, ma pur di tenere ben saldo il loro sedere anche il prossimo anno mi hanno scartato come una caramella dedicandosi da mesi totalmente alla futura proprietà senza rispetto e senza gratitudine per chi è l’attuale proprietà.

Mi dispiace per i tifosi che sono sempre stai corretti con me, vi ho fatto una promessa e l’ho mantenuta in 8 mesi il mio l’ho fatto e posso camminare a testa alta. La gloria, la festa, la coppa di domenica la lascio agli altri, che se sono sinceri con loro stessi sanno che cosa hanno combinato. I miei uomini oggi lavoreranno per la mia uscita in società e l’entrata dei nuovi proprietari persone portare dal sig. Ferrante il quale ha garantito della loro serietà e progettualità. Ringrazio i miei mister, i miei ragazzi, loro non potete rubarmeli o inoltrarli ad altre persone perché saranno per sempre i miei mister e i miei ragazzi.

Un ringraziamento anche a Roberto Cancellara, Francesco Cocito, Cristiano Chiarlone, Simone Sinopia e Rolando Viviano, uniche persone dentro la dirigenza che hanno rispettato in modo leale la storia di questa gloriosa società e il mio lavoro. Per gli altri voglio solo dirvi che ora potete collaborare a carte scoperte, ma in serie D l’Albenga c’è l’ho portata io non VOI. Ciao Albenga è stato davvero bello, buona fortuna. Simone Marinelli.

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