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Sanità “Venti minuti a visita, la cura diventa catena di montaggio”

La vicecapogruppo dem in Regione denuncia il cartello affisso negli ambulatori di Pneumologia dell'IST al San Martino sui tempi contingentati delle visite

di Redazione. Fa discutere un cartello affisso negli ambulatori di Pneumologia al San Martino di Genova. Il testo comunica ai pazienti: “Si comunica che i pazienti con appuntamento CUP straordinario programmato da direttive regionali verranno visitati in coda ai pazienti già programmati, salvo urgentizze. Tale disposizione è dovuta a mancanza di spazio fisico e personale sanitario. Si informa inoltre che sempre come imposto da direttive regionali la durata prevista della visita è pari a 20 minuti massimo. Per eventuali reclami rivolgersi all’URP – ufficio relazioni pubbliche”.

Durissimo il commento della vicecapogruppo del PD in Regione, Katia Piccardo. “Il cartello è la fotografia della sanità ligure. Una situazione al collasso il cui carico è tutto sulle spalle di un personale sottodimensionato costretto a colmare le carenze di un sistema messo in ginocchio da questa destra al governo della Regione. Medici infermieri operatori sanitari e amministrativi si ritrovano a lavorare in condizioni insostenibili ea sopportare un carico di lavoro che nessun professionista dovrebbe affrontare”.

“A pagare il prezzo di questa situazione sono anche i cittadini – prosegue Piccardo -. Stabilire a priori che una visita deve durare al massimo venti minuti significa trasformare la cura in una catena di montaggio. È una logica esclusivamente prestazionale, nella quale contano i numeri e non le persone, e il diritto alla salute diventa sempre più marginale”.

L’affondo è rivolto alla Giunta regionale. “La Giunta Bucci continua a raccontare una sanità efficiente e in miglioramento, ma la realtà che vivono ogni giorno cittadini e operatori è ben diversa. Siamo di fronte alla prova concreta del divario tra la propaganda del centrodestra e ciò che accade davvero negli ospedali e negli ambulatori liguri”.

Infine la richiesta di intervento. “La riforma sanitaria voluta da Bucci e Nicolò continua a dimostrare tutta la sua inconsistenza: fatta in corsa e di corsa. Servono assunzioni, investimenti e un’organizzazione che rimetta al centro la qualità delle cure, non il cronometro”.

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