Sanità e università in mano al privato, il caso Link Campus al Santa Corona
Natale e Arboscello (PD) "Bucci, Nicolò e Ripamonti hanno chiuso i corsi pubblici per dare spazio ai privati"

di Redazione. L’arrivo della Link Campus University al Santa Corona di Pietra Ligure non è, secondo il PD regionale, un semplice fatto amministrativo, ma “il tassello ligure di una strategia nazionale”: indebolire sanità e università pubbliche, dichiararle inefficienti, poi consegnare “pezzi di formazione, spazi ospedalieri e futuro professionale dei giovani a soggetti privati”. A denunciarlo sono i consiglieri regionali democratici Davide Natale e Roberto Arboscello, commentando l’apertura del corso di fisioterapia della Link Campus proprio dove la Giunta ha lasciato chiudere, in silenzio, i corsi pubblici di scienze infermieristiche e fisioterapia.
Il nodo centrale è la chiusura di quei corsi “nel completo e assoluto silenzio della Giunta regionale, senza che Bucci e l’assessore savonese Ripamonti abbiano mai mosso un dito per scongiurarne la chiusura”, spiegano i due consiglieri. Parallelamente, la Giunta avrebbe spinto per l’apertura di un corso di Laurea in Medicina sempre a Pietra Ligure, presentando attraverso l’Asl un bando per verificare l’interesse di qualche università negli spazi dell’ospedale, “spazi indispensabili per quelle Università che non hanno alle spalle un ospedale o clinica universitaria”.
“Qui cade la maschera”, ribattono Natale e Arboscello: “il privato arriva e si appoggia al pubblico. Usa il prestigio, gli spazi, la casistica, i reparti, il lavoro degli operatori e la rete formativa del servizio sanitario. In poche parole privatizza le entrate e socializza i costi. Questa non è efficienza ma rendita”. Una critica che si allarga alla scelta strategica dell’assessore Bucci: perché, chiedono, non ha deciso di “potenziare l’Università pubblica, anche creando sinergie con altri atenei del nord ovest”, imboccando invece la “direzione del privato”?
Una scelta, scrivono i due consiglieri democratici, “che non solo non condividiamo ma su cui chiederemo tutti i chiarimenti necessari perché ogni qualvolta le diverse iniziative interessano risorse pubbliche ci deve essere la massima chiarezza”. Annunciano quindi un’interrogazione alla Giunta “per chiedere di pubblicare convenzioni, costi, spazi concessi, criteri, impatto su UniGe e sulla rete formativa pubblica”. L’obiettivo dichiarato è capire “chi controlla, quale interesse generale viene servito, perché si è deciso di non investire nell’università ma ancora una volta permettere a chi più ha di affermarsi e chi meno ha di restare ad aspettare un altro anno per riprovare a entrare in un’università, rimaste a numero chiuso, nonostante le favole di questa destra”.
La chiusura è perentoria: “Caro Bucci la sanità non è un franchising e il futuro dei giovani non può dipendere dal conto corrente delle famiglie”.








