Savona
Tendenza

Rigassificatore a Vado: Snam e  percorso

di Natale Caminiti. Come già appreso da quotidiani e reti TV, la SNAM, in merito allo spostamento della nave rigassificatore da Piombino a Vado Ligure, si sta attivando per l’acquisto, di usufrutto, dei terreni ove è previsto il tracciato del nuovo metanodotto. Intanto tentiamo di far chiarezza. A prescindere dallo spostamento degli ormeggi, ancora in via decisionale e di approvazione, i terreni non vengono acquistati e, quindi, non si perde il diritto di proprietà. Viene rimborsato l’usufrutto, perenne, per la posa sotterranea delle tubazioni. Incaricati delle trattative, sono I tecnici della ditta Geom. Cazzamalli, di Crema, indicati quali molto preparati, per l’attivazione tecnica del nuovo impianto.

Indipendentemente che io, avendoli conosciuti personalmente, li ritengo molto indicati. Pertanto, la decisione di affidare la gestione impiantistica, è azzeccatissima. Ma, c’è un ma enorme da superare. La Cazzamaglia, preparatissima nel trattare con i proprietari, sta trovando, giustamente, un enorme scoglio. Queste aziende sono abituate a trattare con proprietari di ettari di terreno, prevalentemente agricolo, che, per un passaggio tubisteria, non fanno troppi problemi. Ma la Liguria NO! La Liguria è fatta a fasce. Mentre in pianura padana esiste un proprietario per, esempio, ogni 10mila mq e più, da noi esistono 1000 proprietari, o più,  per gli stessi spazi. Quindi, la difficoltà di seguire il tracciato, oltre alla tipologia di terreno collinare, è migliaia di volte più difficile. Non entro in merito, questa volta, avendo già trattato i favorevoli ed i contrari al progetto, se l’impianto deve o no essere installato. Pare che, alla fine, si sia obbligati ad accettare la servitù, trattandosi di impianto utile alla nazione, e voluto con forza dal governo Draghi, e poi da chi lo ha seguito.

Tanti piccoli terreni, spesso pezzature da 100 mq, che vengono praticamente tolti ai proprietari per tutti i tempi di realizzazione, tra l’altro mai indicati. Proprietari che lo utilizzano nei modi più svariati, da orto a zona relax. Inoltre, fatto molto importante, alcuni comuni hanno stabilito aree agricolo industriali, con facoltà di potervi costruire magazzini o capannoni, ma non di civile abitazione, che verrebbero svalutati e riportati al grado di terreno agricolo, con l’obbligo di non poterci più costruire nemmeno un forno per le grigliate. A quanto pare, l’azienda preposta, non era al corrente delle modifiche, o forse vorrebbe comportarsi da volpe,  e gioca a rimpiattino con i suddetti comuni. Sta di fatto che, molti piccoli proprietari, si sono recati, carte alla mano, negli uffici tecnici dei propri municipi, a far protocollare (2 marche da 16€ + bonifico 30€) mappali che avrebbero già dovuto essere in possesso SNAM, con dissenso da parte dei tecnici comunali.

Gli stessi hanno ribadito che, il loro compito, in merito al progetto, era SOLO quello di esporre in bacheca, i lavori, senza OBBLIGO di avvisare le utenze. Come si dice (quando vuoi pararti il c…) “la legge non ammette ignoranza”. Tutti ignoranti, quindi, i proprietari, secondo i progettisti, che non si sono interessati. Ma di questo se ne farà un gran parlare. Al momento attuale, pertanto, SNAM con la coda tra le gambe, in standby, e rinvio decisione a data da destinarsi. Comunque, nessuno, a tutt’oggi, ha fatto avere notizie semplici e chiare, sul futuro dell’impianto, che, date alla mano, partirà entro la fine del 2026. 

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