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Tendenza

Politici: Dramma all’italiana in 4 atti.

Prima regola camuffamento e dissimulazione.

di Flavio Lenardon . Atto 1°: L’Arte della Decontestualizzazione

Nel vibrante palcoscenico della politica contemporanea, un sinistro modus operandi sembra aver preso piede con inquietante fermezza: la decontestualizzazione sistematica. Un’abitudine subdola, perpetrata soprattutto durante le campagne elettorali, che solleva il sipario su un dramma in cui gli eventi, le azioni e le parole pronunciate vengono strappati dal loro contesto originario per essere poi riplasmati e distorti secondo i comodi dell’agone politico. 

Ecco dunque che un’affermazione innocua, una decisione ponderata o un gesto di buon senso si trasformano, attraverso l’arte sinistra della decontestualizzazione, in armi affilate brandite per ferire e screditare gli avversari politici. In questo teatro dell’assurdo, la verità diventa una vittima sacrificale sull’altare dell’opportunismo, e la distorsione dei fatti diventa moneta corrente per alimentare la macchina propagandistica.

Atto 2º: Il Cortocircuito dell’Interpretazione

La conseguenza inevitabile di questa pratica maliziosa è un cortocircuito nell’interpretazione degli eventi da parte del pubblico. Le masse, immerse in un mare di informazioni distorte e manipolate, si trovano ad affogare nell’incertezza e nella confusione. Ciò che dovrebbe essere un processo di informazione e discernimento si trasforma così in un labirinto di menzogne e malintesi, in cui la verità è sepolta sotto strati di retorica sleale e opportunismo politico.

Il rischio di questa deriva interpretativa è evidente: una società divisa, in cui le fazioni si fronteggiano in una guerra psicologica fatta di slogan e insulti anziché confrontarsi su idee e proposte concrete. L’arena della politica diventa così un campo di battaglia in cui la verità è la prima vittima, e la fiducia nei confronti delle istituzioni democratiche vacilla pericolosamente.

Atto 3º: Richiesta di Onestà Intellettuale

Di fronte a questo triste scenario, sorge una domanda cruciale: dove sono finiti l’onestà intellettuale e la capacità propositiva dei nostri rappresentanti politici? È forse troppo chiedere che coloro che ci governano si impegnino a trattare la verità con rispetto e integrità, anziché piegarla alle proprie convenienze di parte?

È ora che la classe politica alzi la testa e si assuma la responsabilità di rappresentare gli interessi dei cittadini con dignità e onestà. Questo significa abbandonare le tattiche scorrette della decontestualizzazione e abbracciare un dialogo basato sui fatti e sulla trasparenza. Solo così potremo sperare di ricostruire un ponte di fiducia tra governanti e governati, fondato sulla reciproca comprensione e sulla volontà di lavorare insieme per il bene comune.

4º atto: Un Nuovo Paradigma Politico

È tempo di un cambiamento radicale nella cultura politica, un cambio di paradigma che ponga al centro il rispetto per la verità e la collaborazione costruttiva. Questo richiede un abbassamento dei toni, un rifiuto categorico della retorica divisiva e una volontà genuina di trovare soluzioni condivise ai problemi che affliggono la nostra società.

Solo attraverso un impegno collettivo per un’etica politica rinnovata possiamo sperare di riconquistare la fiducia dei cittadini e di restituire dignità e valore alla nostra democrazia. L’alternativa è un futuro in cui la politica diventa sinonimo di cinismo e opportunismo, e i cittadini si allontanano sempre più da un sistema che percepiscono come corrotto e disfunzionale.

In ultima analisi, il destino della nostra società dovrebbe essere nelle mani dei cittadini. Ed è dunque nostro dovere, e profondo diritto, esigere dai nostri rappresentanti politici un comportamento all’altezza delle nostre aspirazioni democratiche, e non accettare nulla meno di un impegno totale per la verità, l’integrità e il bene comune. Solo così potremo sperare di costruire un futuro migliore per tutti.

Caro lettore questo pare essere un classico canovaccio per una bella commedia all’italiana. 

Questa è pure la verità dei fatti che non ci fa distinguere una notizia vera da una falsa, alla luce della mediocrità dei mezzi di comunicazione. 

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