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Pnrr: la spesa folle senza priorità

Si tratta di denaro pubblico, un patrimonio collettivo che deve essere utilizzato in modo oculato per garantire il benessere di tutti i cittadini. Non è "gratis", ma dovrà essere restituito

Editoriale di Roberto Tomatis. La maggior parte del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) non è “gratis”, come si pensa. Si tratta di soldi pubblici che dovranno essere restituiti, magari sotto forma di nuove tasse, o tagli e riduzioni di servizi. Facciamo attenzione.

Il Pnrr è stato pensato come strumento per rilanciare l’economia, dopo la pesantissima crisi pandemica del Covid-19. Tuttavia, leggendo un po’ di cronaca nazionale, si comprende la discutibile efficacia di alcune opere e il conseguente rilancio economico, in molti casi addirittura soldi investiti in opere di tipo “elettorale” che non portano alcun beneficio alla collettività. Per non parlare delle maxitruffe scoperte dalla guardia di finanza in ogni regione d’Italia.

Sui media nazionali di questi giorni, viene riportato un titolo molto significativo: “Truffa del Pnrr, nella Ue otto inchieste su dieci riguardano l’Italia”. Casi eclatanti di nuove strade costruite dove il traffico è già scarso di per sé, altre opere incompiute prive di ogni logica o che non sono mai entrate in funzione, piste ciclabili inutilizzate ideate e costruite senza programmazione a prezzi esorbitanti solo per “raccattare” voti.

Milioni di euro spesi senza logica, pur di utilizzare denari pubblici a fondo perduto, ma che in realtà così non è. Indispensabile essere  consapevoli che qualcuno dovrà restituire questi soldi, magari sotto forma di nuove tasse e riduzione di servizi essenziali, come la sanità  e la scuola.

Il rischio di sprecare soldi in opere “farlocche” all’interno del Pnrr è alto ed è necessario porre maggiore attenzione alle priorità reali e non alle necessità elettorali, garantendo trasparenza e responsabilità nell’utilizzo delle risorse pubbliche.

Il Pnrr non è gratis, anche se le condizioni sono molto favorevoli. Il semplice fatto di restituire questi soldi dovrebbe spingere gli amministratori alla cautela, sapendo di contrarre debiti che pagheranno i nostri figli.

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