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Personaggi il D.G. Cesare Renzini

Da 36 anni allena e dirige squadre del comprensorio ingauno; attualmente è il Direttore Generale dell’ ASD Pontelungo. Si tratta di Cesare Renzini che dal 1988 ininterrottamente ha seguito un gran numero di squadre nelle diverse categorie del mondo dilettantistico del Ponente savonese.                             Ha guidato Bardineto, Pontelungo, Bastia, San Filippo Neri (per 17 stagioni), è stato direttore di Albenga, San Filippo Neri, Pietra Ligure e San Francesco Loano ed ha avuto anche l’incarico di guidare la rappresentativa provinciale Juniores di Prima categoria dal 2008 al 2009 vincendo il titolo regionale. Nella squadra granata del Pontelungo Renzini era già stato allenatore nelle stagioni 1991-1992 (giovanissimi) e 2003-2004 (Seconda categoria).                                                                                   “Si è trattato di un ritorno molto gradito- ci ha spiegato Cesare- Ho accettato con entusiasmo la proposta del presidente Michele Neri, che ho sempre stimato e che mi ha così anche dato la possibilità di lavorare con caro amico d’infanzia Fabio Zanardini, che è l’allenatore e Salvatore Curri, direttore sportivo. Ho alle spalle una lunga carriera che in 36 anni di calcio mi ha visto allenare, conoscere, incontrare ed apprezzare il mondo dilettantistico del Ponente savonese. Ho avuto la fortuna di poter coltivare in tutti questi anni la mia passione più grande il calcio. Vittorie, sconfitte, errori mi hanno fatto crescere e mi hanno consentito di continuare a coltivare la mia passione più grande. Tutto questo ha avuto un inizio grazie ad un incontro con colui  chi mi ha fatto iniziate questa splendida avventura: Giovanni Colli Vignarelli, dirigente storico della San Filippo a cui tutti i giovani della mia generazione hanno voluto molto bene ed è stato proprio grazie a lui ho cominciato la carriera allenando una squadra di giovanissimi della San Filippo Neri nel 1988. Non posso dimenticare inoltre Beppe Zanardini un mito del calcio ingauno, a cui devo molto”.

Claudio Almanzi

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