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“No al rigassificatore”, anche Federalberghi contraria alla gasiera a Vado Ligure

Dopo l’annuncio in pieno agosto, ad ottobre abbiamo assistito a una corsa senza battute d’arresto verso la costruzione di un impianto rigassificatore, che avrà solo ricadute negative per la nostra provincia. La novità di dicembre, quasi come un “regalo di Natale” non richiesto, è una modifica del tracciato, che non cancella i problemi che abbiamo denunciato e che restano irrisolti.

Oltretutto per gli operatori del turismo non c’è stata una possibilità di confronto e la Regione continua a non prendere in considerazione il fatto che Savona non vuole il rigassificatore.

La posizione del mondo del turismo è invece una e chiara: Federalberghi Savona ribadisce la netta contrarietà alla scelta di collocare il nuovo impianto ligure a quattro chilometri dalla costa di Vado. La stessa posizione è portata avanti dalla Fimaa – Federazione Italiana Mediatori Agenti Affari e dalla Federazione del turismo all’aria aperta Faita-Federcamper.

«C’è un aspetto, prevalente, di cui proprio non si vuol tener conto – prende posizione il presidente Andrea Valle -: un rigassificatore non può stare in mezzo alle tante bandiere blu e a una proposta turistica d’eccellenza, che solo nel Savonese fa registrare un terzo del totale delle presenze della Liguria. Più volte abbiamo ascoltato il presidente Giovanni Toti e i tecnici Snam, ma da tutti i tavoli non dovevano uscire ipotesi di modifiche del tracciato o compensazioni, bensì uno stop del progetto che la provincia non vuole. Di tutto si è parlato, ma non si è ascoltata la voce dei cittadini e delle categorie economiche: Federalberghi è contraria su tutta la linea. È bastato un annuncio del progetto, a metà agosto, per mettere in allarme i turisti. Oggi questa preoccupazione è ulteriormente amplificata. Siamo arrivati a Natale senza alcun confronto: i nostri alberghi sono aperti e si preparano ad accogliere turisti, che scelgono il territorio savonese e ligure anche in inverno. Ma di ciò non si tiene conto. Il problema è anche la percezione dell’impianto: i turisti già oggi ci chiedono cos’è il rigassificatore, la gente pensa che davanti alle coste ci sia già o sia in arrivo un’enorme piattaforma. Rischiamo che i visitatori non vengano più nelle nostre località. Davvero vogliamo annientare il lavoro di anni? Gli sforzi degli albergatori per allungare la stagionalità e potenziare l’offerta per aumentare le presenze? Per noi è follia. Chiediamo di essere ascoltati».

BARBARA BUGINI, rappresentante di Faita Federcamper invoca un cambio di rotta:

«Il rigassificatore non è compatibile col turismo. Bisogna scegliere quale vocazione dare al territorio savonese: negli ultimi anni abbiamo puntato su ricettività ed accoglienza e i risultati si vedono, visto che il settore cresce. Questo lavoro e questa vocazione non sono compatibili con un rigassificatore e nemmeno barattabili con compensazioni economiche. Non ne vogliamo sentir parlare. Facciamo campagne di comunicazione incentrate sulla natura che caratterizza l’area marina di Bergeggi e poi ipotizziamo un impianto di questo tipo in quel mare? I due aspetti non possono essere compatibili, nemmeno sotto pagamento».

Il no è netto anche da parte della Fimaa, come spiega la presidentessa LAURA FORZANO:

«Siamo molto preoccupati da quello che sta succedendo, ci saranno di sicuro ripercussioni sulla vocazione turistica della nostra provincia. Lavoriamo da anni sulla riqualificazione del Savonese, sull’affermazione del turismo, ma, a questo punto stupisce come nessuno abbia pensato ai contraccolpi. Moltissime nostre agenzie lavorano sugli affitti brevi e turistici: accogliere il rigassificatore sarebbe come togliere una fetta di mercato importante a un territorio che ha un’altra vocazione, turistica appunto. Non vediamo alcun tipo di ripercussione positiva, né per le imprese né per chi lavora nel savonese e neppure per i singoli cittadini. Non esistono aspetti positivi. Le infrastrutture devono essere fatte a prescindere dal fatto che la provincia ospiti l’impianto».

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