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Tendenza

Mestieri antichi necessita moderne

La necessità di preservare un patrimonio economico, culturale e sociale, patrimonio delle nostre comunità.

di Flavio Lenardon. Nel nostro tempo, segnato da un consumismo, che definirei atroce, e dalle produzioni di massa, è più che mai necessario un ritorno ai mestieri antichi, mestieri della tradizione culturale e storica, come ad esempio la lavorazione della ceramica, la falegnameria, la sartoria, lavori ora “relegati” in un ambito di artigianato da museo o fieristico.

Questi mestieri fino a pochi decenni fa erano fondamentali per l’economia e inconsapevolmente, per la cultura locale, stanno scomparendo, lasciando spazio a prodotti di largo consumo che hanno prezzi risibili, ma portano con sé una serie di conseguenze negative. Sarebbe questo il momento storico giusto, anche se in ritardo, di invertire questa tendenza, e il nostro sindaco ha, volendo, il potere di guidare questo cambiamento per il benessere della comunità.

I prodotti di consumo di massa sono realizzati con materiali scadenti, sono poco durevoli e contengono sovente agenti nocivi per la salute. La produzione in larga scala sacrifica la qualità e l’integrità dei materiali, generando un ciclo di consumo e rifiuto che aumenta l’impatto ambientale. Inoltre, l’affidamento a questi prodotti ha distolto l’attenzione dalla manualità artigiana, facendo perdere competenze preziose tramandate nella nostra storia.

Le botteghe tradizionali da sempre centri vitali di creatività e socializzazione, contribuivano anche alla coesione sociale e all’identità culturale delle comunità. La loro scomparsa rappresenta una perdita irreparabile per la nostra cultura e per la nostra economia locale. Non solo esse sono anche attrazioni turistiche di grande valore, che offrono ai visitatori uno sguardo autentico sulla nostra cultura locale. Gli artigiani, con la loro abilità e maestria, raccontano storie attraverso le loro creazioni, arricchendo l’esperienza culturale dei turisti e promuovendo un turismo sostenibile e rispettoso delle tradizioni locali. Rivitalizzare l’artigianato significherebbe anche rafforzare l’attrattività turistica della nostra città.

Un rilancio dei “mestieranti”, non solo in occasione di rappresentazioni storiche, potrebbe portare una ventata di rinnovamento e vitalità ai nostri centri urbani, oggi dominati dalla presenza di catene distributive che centralizzano il potere economico in pochi soggetti distanti sia fisicamente sia concettualmente, spogliando le città della loro unicità e vitalità, ed infine della sua economia di vicinato. 

Il nostro sindaco riconfermato, la nostra giunta dovrebbero giungere alla consapevolezza che solo attraverso politiche che incentivino e sostengano l’artigianato, come programmi di formazione, incentivi fiscali e campagne di promozione turistica, possiamo creare nuove opportunità di rinascita culturale ed economica.

Adottare un approccio che valorizzi gli antichi mestieri non significa rinunciare alla modernità, non è un becero esercizio di nostalgia, è una necessità per preservare l’economia, la cultura e la vitalità delle nostre comunità. Investire nell’artigianato significa investire in un futuro più sostenibile, autentico e ricco di valore culturale. È tempo di riscoprire e valorizzare le competenze manuali che hanno fatto la storia delle nostre città, restituendo loro il posto che meritano nel tessuto economico e sociale contemporaneo. 

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