Savona
Tendenza

Medico dell’Asl 2 indagato in un’inchiesta su corruzione per caro estino insieme ad altre quattro persone

Inchiesta sul caro estinto in Riviera con quattro indagati tra i 48 e i 60 anni che devono rispondere di corruzione di una persona incaricata di un pubblico servizio e concorso nella redazione di atti pubblici ideologicamente falsi. Per due degli indagati l’ordinanza è prevista la custodia cautelare in carcere, per il terzo gli arresti domiciliari, mentre per il quarto l’obbligo di dimora nel comune di residenza. A finire nei guai anche un medico legale dell’ASL 2 Savonese, per la quale è stata depositata richiesta di misura interdittiva. Per la dottoressa indagata per i reati di falsità ideologica commesse dal pubblico ufficiale in atti pubblici in concorso con gli altri indagati il giudice si dovrà pronunciare all’esito dell’interrogatorio. A scoprire l’attività illecita sono stati i carabinieri del nucleo investigativo di Savona che hanno raccolto gravi indizi sull’esistenza di “una prassi consolidata in forza della quale gli indagati si sono aggiudicati numerosi servizi funebri in danno della concorrenza”. Tutto era iniziato alla fine del 2022 con indagini proseguite anche quest’estate. I carabinieri sono stati impegnati sia in attività di tipo tradizionale, con osservazioni, controlli e pedinamenti, sia documentale e tecnica. Un’indagine che consentito di raccogliere gravi indizi a carico di un infermiere dipendente di una struttura socio – sanitaria per anziani e disabili di Ceriale, il quale, all’atto della morte di un paziente, si attivava informando immediatamente i titolari e addetti di imprese di pompe funebri di Albenga, Ceriale, Borghetto Santo Spirito e Pietra Ligure, fornendo loro indicazioni sui familiari dei deceduti con i loro recapiti, ricevendo in cambio la somma di 200 euro per ogni servizio aggiudicato. Le indagini hanno anche permesso di scoprire che un medico legale dell’ASL2 Savonese, la cui posizione è ora al vaglio della magistratura di Savona, aveva compilato in più occasioni i certificati di morte senza recarsi sul luogo dell’evento o presso la camera mortuaria per constatarne personalmente il decesso, quindi senza fare nessuna visita cadaverica come imposto dalla legge, ma dichiarando falsamente di averla fatta negli atti pubblici. Attività illecite che sono state monitorati in diverse agenzie nel Ponente savonese della stessa impresa di pompe funebri.

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