Attualità

Marche: nuovi contributi in favore di disabilità gravissime

L'iniziativa regionale si avvale della collaborazione operativa dell'ATS 13

Secondo i dati dell’INAIL, nelle Marche, circa 78mila persone (ovvero il 5% dell’intero numero degli abitanti) convivono con una forma di disabilità che rende, sempre più difficile, una piena inclusione. Se si allarga lo sguardo all’intera penisola, ci si accorge che solo una persona disabile su tre ha, ad esempio, accesso a un’occupazione. Esiste inoltre una fascia della popolazione per la quale queste difficoltà si fanno ancora più ardue da affrontare. Si tratta di ragazze e ragazzi, donne e uomini che richiedono un’assistenza continua, 24 ore su 24: a volte dipendono da un respiratore, talvolta vivono in stato vegetativo o di minima coscienza, spesso sono affette da gravi patologie neurologiche o lesioni spinali molto severe o necessitano di supporto vitale costante per le funzioni di base.

Per queste situazioni – definite dalla normativa come “disabilità gravissima” – la Regione Marche, tramite la collaborazione operativa dell’Ambito Territoriale Sociale 13, mette a disposizione un contributo economico ad hoc. Entro il 31 agosto 2026 sarà necessario inviare la domanda di riconoscimento della condizione alla Commissione Sanitaria Provinciale A.S.T. Ancona. L’ 11 ottobre 2026 è invece l’ultimo giorno utile per la richiesta del contributo al proprio Comune di residenza (per chi ha già ottenuto il riconoscimento sopra ricordato).

Avviso pubblico e modulistica sono disponibili nei siti istituzionali dei Comuni dell’ATS 13: Camerano, Castelfidardo, Loreto, Numana, Offagna, Osimo e Sirolo. Si tratta di una misura di prossimità territoriale per l’inclusione concreta a cui l’Ente locale partecipa attivamente offrendo il necessario supporto e l’indispensabile consulenza per la compilazione della domanda. Eventuali chiarimenti possono essere rivolti all’Ufficio di Coordinamento dell’Ambito Territoriale Sociale 13 al numero 071.7249/327 o tramite WhatsApp al numero 371.3491876.

Comunicato stampa

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