Cultura
Tendenza

Lo scrittore Andrea Vitali a Borghetto Santo Spirito per “Genitori Cercasi”

Il Comune di Borghetto S. Spirito, riconosciuto Città che legge 2023 dal Centro per il Libro e la Lettura
del Ministero della Cultura, taglia il traguardo della XX° Edizione con la Rassegna di presentazione di
Libri Serate d’Autore.
Venerdì 18 agosto, con lo scrittore ANDREA VITALI, che ci condurrà nelle vicende di “Genitori
cercasi” Einaudi Editore, la tragicommedia di un ragazzino con una famiglia di disgraziati, sullo
sfondo della ricca e fin troppo operosa provincia del Nord Italia e “Cosa è mai una firmetta”
Garzanti Editore, nel quale l’estro narrativo di Andrea Vitali sperimenta nuovi percorsi:
l’osservazione del paesaggio umano che abita il suo mondo letterario si fa ancora più tagliente e
impietosa. Capace di strappare un sorriso a ogni piega del racconto con le sue fulminanti
invenzioni, non risparmia lo scavo tra gli istinti primordiali dei suoi personaggi, fino a metterne a
nudo il cinismo che li divora.
Nel suo ultimo romanzo Genitori cercasi, Andrea Vitali affronta il delicato tema di
essere genitori, ma dalla parte di un figlio abbandonato a se stesso, talmente
trascurato dall’avere vissuto una sorta di evoluzione fisica, sino a diventare
invisibile. La storia è raccontata in prima persona da Velarus, che se ne sta per tutto
il tempo a descrivere come i suoi genitori si siano ridotti alla stregua di due
senzatetto. Lui appare impietoso, mentre invece il disfacimento era iniziato prima,
allorché la vita coniugale e la nascita di un figlio non erano mai cominciati. Era
tutta una farsa, per tenere l’apparenza. La conseguenza della superficialità degli
adulti si è abbattuta inesorabilmente sul ragazzino, stante la difficoltà di noi lettori a provare
empatia. È tutto talmente assurdo che si ascolta in silenzio, quasi sorridendo per l’assoluta mancanza
generale di buonsenso. Di genitori snaturati, che pensano solo per sé, ce ne sono parecchi, però non
si può ignorare una cruda realtà. Ovvero che chi non riceve amore, difficilmente poi riesce a darne.
L’amore si moltiplica, l’odio divide, mentre l’indifferenza… beh, quella crea solamente altra
indifferenza. Degli esseri sterili.
I genitori di Velarius, che lui non nomina mai col nome di battesimo, sono un uomo e una donna
d’affari, sempre in viaggio e attaccati al telefono, alla continua ricerca di occasioni per guadagnare
denaro. I soldi per loro non sono un problema, ci tengono a dirlo. Lo è invece il tempo. Tanto da
mettere in mezzo un taxista, Radiotaxi Banana 99, che avrà il compito di aiutarli a contrarre
matrimonio. Anche il concepimento di un figlio si deve fare velocemente, e il piccolo deve nascere
settimino. Perché è la società che impone di diventare genitori, lo si deve fare e basta.Le cure del
neonato vengono affidate a gente di passaggio: una baby sitter distratta, un maestro che non fa
altro che dormire, lo stesso taxista avido e la moglie infermiera. Il risultato è che Velarius cresce
sempre solo. Non vede i genitori, neanche una volta, fino a quando non diventa invisibile. Ma allora
loro coglieranno anche in questa sventura l’opportunità di fare un affare. Senza contare che il
pressapochismo, associato a una grande quantità di denaro, porta le persone coinvolte a volersene
approfittare. Non ci si può fidare di nessuno: son tutti ladri.
Leggere, Cosa è mai una firmetta, è come assistere a una commedia teatrale o a un film del 900.
Ambientato nella Bellano degli anni 50, la trama è incentrata sulla storia dell’eredità di un modesto
caseggiato dalle grandi potenzialità commerciali e dei suoi abitanti, in particolare del nipote della
proprietaria, il p.i. (Perito industriale) Augusto Prinivelli.
I personaggi estremamente caratterizzati, i continui equivoci e le forme dialettali, caratterizzano il
romanzo e contribuiscono alla riuscita dello stesso, caratterizzato da una grande ironia dalla prima
all’ultima pagina. Il ritmo è scorrevole, i capitoli molto brevi e la lettura molto piacevole, tanto che
si arriva all’ultima pagina senza accorgersene.
Di stare a Bellano il venticinquenne Augusto Prinivelli, perito industriale, non ne può
più. Sogna un’altra vita, sogna la città. Così ha cercato e trovato lavoro a Lecco presso
la Bazzi Vinicio-minuterie metalliche. E non è finita. Quando l’anziana zia Tripolina,
con cui vive da che è rimasto orfano, dovesse morire, venderà il putrido caseggiato di
quattro piani di cui lei è proprietaria, manderà al diavolo quei morti di fame che sono
in affitto e tanti saluti. Ma l’Augusto non ha fatto i conti col destino. La mattina di
mercoledì 8 febbraio 1956, infatti, irrompe sulla scena Bazzi Birce. È la figlia di Bazzi
Vinicio, il titolare dell’azienda, ed è colpo di fulmine. Corteggiamento, brevissimo; fidanzamento, un
amen; nozze. E per il futuro? No, niente figli, piuttosto, il caseggiato… Venderlo? Alt! Un momento.
Lo sa l’Augusto cosa ne verrebbe fuori rimettendolo a posto? No? Lo sa lei, la Birce, imbeccata dal
padre, che per certe cose ha il fiuto giusto. E poi non si può stare ad aspettare che la zietta muoia,
perché a dispetto di tutto e di tutti pare un tipo coriaceo. Non si potrebbe invece farle mettere una
firmetta su un atto di cessione? Cosa sarà mai! Andrebbe tutto a posto in un niente. Oltretutto
bisognerebbe arginarla la zietta, perché morta la vicina ha già trovato una nuova affittuaria. È una
giovane vedova trasferita da Colico che la notte sembra lamentarsi spesso, forse avrebbe bisogno di
un dottore. Sì, ma di che tipo?
Le Serate verranno presentate dalla Dott.ssa Graziella Frasca Gallo, presente nella Rassegna dalla
prima edizione.
In caso di maltempo l’incontro si terrà presso Palazzo E.Pietracaprina – Piazza Libertà –

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