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L’Editoriale di Roberto Tomatis. Disegno di legge sulla Sanità mette a dura prova i medici-candidati sindaci: previsione di aumento delle ore di studio

Novità in Parlamento che può mettere in difficoltà i candidati sindaci che svolgono la professione di medico di base e i cittadini stessi, qualora qualcuno di loro venisse eletto. 

C’è un recentissimo disegno di legge sulla Sanità, infatti, che, in caso di approvazione, imporrà ai medici di famiglia nuove regole, per evitare affollamenti nei pronto soccorsi. La previsione porta infatti al potenziamento delle attività a domicilio e in ambulatorio, fra cui l’aumento degli orari di apertura di quest’ultimo, attraverso un obbligo di 25 ore settimanali minime anziché le 15 attuali.

L’8 e il 9 giugno un esercito di medici di famiglia si presenteranno al cospetto degli elettori nel doppio ruolo doppio di candidato sindaco e medico di base. Un’occasione ghiotta per partiti e pseudo liste civiche utilizzare dei  “frontman” di un certo peso. Non è un segreto che queste figure professionali vadano a ruba per il potenziale elettorale che hanno, visto il rapporto privilegiato e di fiducia che instaurano con i propri assistiti.

Una volta eletto questo esercito, il primo dilemma a cui dovranno trovare soluzione rapidamente sarà come distribuire le ore della giornata lavorativa. Tenuto conto che il Sistema Sanitario Nazionale prevede 15 ore settimanali in studio, oltre alle varie necessità che può avere un assistito, soprattutto fuori orario, fa sì che il tempo a disposizione per svolgere il mandato elettorale sia sempre più risicato.

Il nuovo disegno di legge, se approvato, segna certamente un passo in avanti, nell’ottica di dare un migliore servizio agli utenti, ma può rappresentare un grosso scoglio per i sanitari che avranno un doppio ruolo da sindaco e medico di base. 

Non è difficile prevedere che qualcuno pagherà un disservizio sulla propria pelle. Rispondere al telefono di un assistito mentre si riceve un cittadino non è cosa semplice. La giornata, d’altra parte, è di 24 ore per tutti!

Tenuto conto dell’aumento importante degli stipendi agli amministratori pubblici, voluto da Partito Democratico, Lega, Forza Italia e 5 Stelle durante il governo Draghi, e dei compensi ai medici di famiglia massimalisti, difficilmente qualcuno vorrà rinunciare ad uno di essi. Per assurdo, ci troveremo ad avere pazienti che non riusciranno ad avere una visita dal proprio medico e, contemporaneamente, cittadini che non sapranno dove trovare il proprio sindaco. Quali garanzie per i cittadini? 

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