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La rivoluzione del VUD a Villanova d’Albenga: gusto, anima e nuova dimensione dell’accoglienza

Emanuele Siffredi e Michele Cammarata scommettono sulla qualità della vita: dal bancone al carisma delle nuove sale aperte da pochi giorni, il borgo si riscopre capitale della convivialità

Di Bruno Robello De Filippis. Dopo aver raccontato la buona realtà e la gestione illuminata del comune di Vendone, il nostro viaggio alla scoperta dell’entroterra e delle sue eccellenze fa tappa a Villanova d’Albenga. Qui non si parla semplicemente di ristorazione o di imprenditoria locale: si parla di un vero e proprio miracolo di buon gusto, coraggio e convivialità che porta la firma di due giovani visionari, Emanuele Siffredi e Michele Cammarata.


Il loro progetto si chiama VUD, e già nell’acronimo e nella sua filosofia racchiude una promessa: natura, esperienza, tradizione, rivoluzione, ricerca, legno. È la voglia dichiarata dai titolari di portare nell’entroterra qualcosa di nuovo, di dannatamente affascinante, a Villanova in Piazza Torretta 6/9.


Era già una scommessa vinta, servita al bancone o tra i suggestivi scorci del carruggio all’esterno. Dal 17 luglio, il VUD ha cambiato marcia annunciando a gran voce la propria evoluzione e lo ha fatto sfruttando gli spazi interni, un cantiere di idee per il nostro territorio tradotto in progetto concreto; un percorso che partiva da basi già solide e che ha avuto il coraggio di rinnovarsi ulteriormente.


Investire ed ampliare nel “nostro paesaggio interno” è audacia risoluta, non è una semplice aggiunta di coperti, ma una vera e propria ridefinizione dell’esperienza di accoglienza: Emanuele e Michele hanno introdotto un concetto aperto di ristorazione, un punto d’incontro intimo dove il cibo diventa racconto e la cucina dialoga direttamente con l’ospite; ad avviso di chi scrive, termini come “area lounge” e “chef table”, introdotti nella nuova dimensione del locale e che possono sembrare lontani dal lessico “fuori porta”, si sposano a meraviglia con l’anima autentica di un borgo dell’entroterra; Il legame con la pietra della Piazza Torretta e del vicolo crea quel contrasto magico tra l’esterno storico e l’interno cosmopolita.


Scommettere sull’entroterra richiede visione, ma soprattutto la capacità di offrire una qualità della vita e del servizio che non abbia nulla da invidiare ai grandi centri costieri. Emanuele Siffredi e Michele Cammarata ci sono riusciti, dimostrando che quando l’imprenditoria giovanile incontra la passione per la propria terra, la tradizione smette di essere un ricordo e diventa il futuro.

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