Liguria
Tendenza

La Regione sostiene le attività economico-produttive con nuovi fondi dal Pris

È stata approvata in Consiglio regionale la relazione sui Programmi Regionali di Intervento Strategico (P.R.I.S.), che valgono per la Liguria circa 40 milioni e 500 mila euro di investimenti e rappresentano uno strumento di indennità unico in Italia. Si tratta di misure destinate a compensare – dall’entrata in vigore della legge regionale 39 del 2007 – privati e attività economico-produttive che subiscono interferenze a causa della realizzazione di interventi infrastrutturali programmati sul territorio regionale. Nei Pris attivi sono stati tutelati, mediante ricollocazione e/o riconoscimento d’indennità speciale, circa 1.421 unità abitative e 109 attività economiche di diverse dimensioni. L’investimento delle indennità speciali Pris è previsto a carico dei soggetti attuatori dei lavori con l’obiettivo di agevolare la realizzazione di opere strategiche, salvaguardando la coesione sociale e territoriale. Il Programma regionale quindi, mediante il Comitato tecnico di coordinamento, individua le soluzioni necessarie a risolvere le problematiche delle collettività coinvolte, anche tramite percorsi di comunicazione per garantire il principio di partecipazione attiva.

“Il Pris è uno strumento calibrato sulle problematiche sociali delle realtà interferite dalle grandi opere, indispensabili per la Regione Liguria affinché possa uscire dall’isolamento infrastrutturale nel quale si trova da troppo tempo – spiega l’assessore regionale alle Infrastrutture Giacomo Giampedrone –. Un unicum nel panorama normativo nazionale, che ha trovato riconoscimento all’interno del Decreto Genova convertito in legge, da parte del Governo e poi del Parlamento, la cui ratio è quella di tutelare la cittadinanza e allo stesso tempo accelerare la realizzazione delle infrastrutture strategiche, con un occhio di riguardo alla produttività. L’elevata percentuale di accordi conclusi, nonché la messa a sistema di nuovi Programmi, sono segnali dell’efficacia di questo strumento, ma anche della rinascita infrastrutturale che sta vivendo la regione”.

La relazione è stata presentata in Consiglio regionale dall’assessorato alle Infrastrutture e Viabilità e riassume come segue i 25 Programmi, distinti tra conclusi, attivi e in corso di attivazione.

Pris conclusi – nello spezzino: Variante alla Ss.1 Accesso hub portuale della Spezia; nuovo ospedale del Felettino – La Spezia; nel savonese: Variante Ss.1 – Accesso hub portuale Vado Ligure; piattaforma Maersk – località Gheia; nell’area metropolitana genovese: messa in sicurezza via Giotto-Chiaravagna a Genova Sestri Ponente; nodo stradale di San Benigno; ponte sul Polcevera – viadotto Morandi; nodo ferroviario – I lotto Genova-Fegino.

Pris attivi. Nodo ferroviario di Genova II lotto; nodo ferroviario di Genova III lotto; Gronda autostradale di Genova; Terzo Valico dei Giovi; metropolitana di Genova prolungamento Brin-Canepari; collegamento ferroviario Aeroporto di Genova – Gate Erzelli; nuova calata cantieristica – Porto Petroli; interventi di manutenzione straordinaria viadotto Bisagno – Gavette; riqualificazione area Colisa – Corso Perrone; messa in sicurezza Ruscarolo – Chiaravagna; potenziamento progetto ferroviario Genova – Campasso nell’ambito del Progetto Unico Terzo valico – Nodo di Genova; 4 assi di forza del Trasporto Pubblico Locale a Genova; messa in sicurezza Rio Migliarese a Busalla.

Pris in corso di attivazione. Riqualificazione e rigenerazione urbana delle aree del comune di Genova interessate dal progetto ferroviario – Potenziamento Genova – Campasso; messa in sicurezza torrente San Francesco a Rapallo; raddoppio ferroviario Finale Ligure – Andora; ospedale unico di Taggia.

Nel dettaglio, i Pris tutelano chi risiede in immobili incompatibili con la realizzazione di infrastrutture, prevedendo a carico dei soggetti attuatori delle opere un’indennità speciale di 40 mila euro, rivalutata annualmente sulla base dell’indice Istat, per ogni unità immobiliare residenziale. Individuano inoltre misure per la tutela delle attività economiche incompatibili con la realizzazione dell’infrastruttura strategica, in modo da garantire la continuità occupazionale e produttiva. I Programmi sono attivabili anche in caso di demolizione e ricostruzione totale o parziale di opere infrastrutturali, così come per la prevenzione e le conseguenze di eventi calamitosi, nonché per interventi di manutenzione straordinaria e/o conservativa, oltreché per opere di messa in sicurezza dei territori dal rischio idraulico ed idrogeologico.

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