AlbengaLOKKIOdiRobertoTomatis
Tendenza

La Regione investe negli ospedali privati, nel pubblico chiusure e soppressioni: l’Italia come gli Usa?

Non ci sono le risorse economiche per continuare con l'erogazione di molti servizi al cittadino, ma intanto si pagano cifre da capogiro ai privati per l'abbattimento delle liste di attesa

di Roberto Tomatis. Nel levante ligure si investe in nuovi ospedali e strutture private per l’abbattimento delle liste d’attesa, nel ponente invece la Regione taglia i servizi, chiude reparti e i cittadini, alla fine di tutto, non hanno alternative: devono rinunciare a curarsi. 

È fresca la notizia che Alisa ha approvato la delibera con la quale vengono assegnate a “erogatori privati” di tutta la Liguria oltre 120mila prestazioni di diagnostica per immagini che saranno offerti dal sistema sanitario regionale ai cittadini, grazie ad un finanziamento regionale di 7,4 milioni di euro.

“Il provvedimento di Alisa – afferna il presidente della Regione Giovanni Toti – si inserisce in un pacchetto di finanziamenti finalizzati all’abbattimento delle liste d’attesa, grazie all’ausilio di soggetti privati che affiancano il pubblico che continua a garantire la stragrande maggioranza di visite e prestazioni. Entro la metà del mese le singole aziende sanitarie potranno firmare i contratti. Il ruolo del privato è fondamentale anche in virtù di una crescente crescita della domanda, in particolare di prestazioni di diagnostica. Basti pensare che nell’area di ponente, tra Imperia e Savona, l’anno scorso il privato ha assorbito circa 200mila euro di prestazioni di diagnostica, mentre quest’anno sono già stati assegnati 2 milioni e 100mila euro, oltre dieci volte tanto il valore delle prestazioni del 2023″.

“È particolarmente positivo – aggiunge l’assessore alla Sanità Angelo Gratarola – che abbiano risposto alla manifestazione d’interesse realtà di tutta la regione: questo ci consentirà di dare risposte in modo omogeneo in tutte le Asl liguri. Dopo questa manifestazione d’interesse ne seguiranno altre per garantire la migliore offerta anche in altre specialità”.

Alisa ha inoltre approvato un’altra delibera con la quale si prorogano fino al 31 dicembre i contratti in essere per le prestazioni del privato accreditato di natura sanitaria e socio sanitaria che riguardano la riabilitazione, prime visite di varie specialità, esami di radiologia, esami di laboratorio e tutte le attività del sociosanitario (Rsa e residenze protette per anziani e per disabili, neuropsichiatria infantile e altre).

È una politica di chiusura degli ospedali pubblici, con l’annullamento di alcuni tipi di servizio, perché non ci sono le risorse economiche, mentre dall’altra parte si pagano cifre da capogiro ai privati per l’abbattimento delle liste di attesa. Senza contare che un’analoga situazione dovrebbe esserci per la parte interventistica, con tutte le fughe fuori Regione per poter effettuare operazioni, come per l’anca o per le ginocchia, ad esempio. 

Da una parte tagliamo i servizi e chiudiamo ospedali, mentre dall’altra, per esempio, è stato approvato l’identikit del nuovo ospedale Erzelli, a Genova, con 572 posti letto, che verrà a costare ben mezzo miliardo di euro. Togliamo al pubblico per dare al privato? 

Dove si arriverà, andando avanti così? L’Italia come gli Usa, dove possono curarsi solo le persone che hanno l’assicurazione? Nel nostro Paese chiunque deve avere il diritto di essere curato adeguatamente, ma già non più così, sebbene le tasse vengano pagate da tutti con questo scopo.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio

Questo si chiuderà in 5 secondi

Adblock rilevato

Considerate la possibilità di sostenerci disabilitando il blocco degli annunci.