La Grande Messa in do minore di Mozart in scena a Varazze nella chiesa di San Domenico
L’appuntamento è fissato per le ore 20:00 di domenica 21 settembre 2025 a Varazze, nella chiesa di San Domenico

L’appuntamento è fissato per le ore 20:00 di domenica 21 settembre 2025 a Varazze, nella chiesa di San Domenico: Veronika Kralova, Graziella Tiboni, Daniela Zilioli, soprani – Lorenzo Sivelli, tenore Angelo Lodetti, Basso. Coro e Orchestra del Collegium Vocale di Crema – Direttore Giampiero Innocente.
Un grande evento musicale come la Grande Messa (Grosse Messe) in do minore K 427 di Mozart sarà di scena a Varazze: il Coro e Orchestra del Collegium Vocale di Crema, diretti da Giampiero Innocente, eseguiranno il capolavoro mozartiano domenica 21 settembre nella Chiesa di San Domenico a Varazze, nel viaggio di ritorno che vede l’ensemble cremasco protagonista il giorno prima nell’Église de Saint Charles di Montecarlo.
Solisti, coro e orchestra daranno vita al grande affresco musicale nel quale le mirabili melodie di Mozart disegnano momenti capaci di elevare quanto più in alto possibile l’animo dell’ascoltatore: i testi sacri sono trasfigurati in potenti armonie corali, in complesse arie dal carattere a volte delicato e dolce, a volte drammatico, in dialoghi vocali e strumentali degni delle opere più complesse e impegnative.
Lo stile della Messa è una sublime sintesi dei temi mozartiani: l’ascoltatore si trova, fin dalle prime battute del Kyrie, di fronte ad una ieratica maestosità sonora che rapisce per bellezza ma anche, e soprattutto, per il misticismo di una vastità universale.
Le parti del solista soprano furono pensate da Mozart proprio per la moglie Constanze, valida cantante dell’epoca, e nel Christe eleison si comprende perfettamente il riferimento alla malattia e alla guarigione della moglie. Sempre Constanze è protagonista in questa Messa nel meraviglioso movimento dell’Et incarnatus est, dopo la proclamazione del Credo.
La fede in Dio che salva e trionfa sulla morte trova così in ogni coro di questa Messa la grandezza di una proclamazione sincera e convinta: i due Hosanna che chiudono la composizione (doppia fuga con doppio coro a otto voci) sono quanto di più solenne e ardito si potesse scrivere, e, seppur incompleta, rendono questa Messa “aperta” ad un tempo celeste e trascendente.
Discutibili, controversi, accesi in dissertazioni senza fine, musicisti e studiosi contemporanei attestano comunque concordi un fatto incontestabile: la negletta e incompiuta, è la Messa più intrigante e moderna di Mozart. Chi suona e canta, ma anche chi ascolta si trova immerso in un vortice di bellezza eterna: ogni volta che quelle poche note del Kyrie attaccano l’esecuzione inizia non solo la musica ma la seduzione di ogni spirito, portato e riportato continuamente verso l’Alto.








