LOKKIOdiFlavioLenardon
Tendenza

La cosa pubblica è nostra, siamo tutti chiamati a difenderla

È parte della responsabilità che dovrebbe vivere in ognuno di noi

di Flavio Lenardon. Sono nato in un paese di campagna, dove sin da piccoli, ci hanno abituati a correre tra le spighe e tra l’erba alta. Era molto entusiasmante e il peggior rifiuto che si poteva incontrare era qualche residuato bellico, che ahimè era rimasto dalla fine della guerra, una guerra aspra e fratricida che quei campi avevano visto da molto vicino. 

Il resto delle terre le ricordo ancora curate come giardini, personalmente dai proprietari dei fondi e, nelle pertinenze municipali, da solerti impiegati comunali e così funzionava in tutt’Italia. Ognuno era responsabile della cosa pubblica perché la cosa pubblica non è un ente astratto che non appartiene a nessuno, la cosa pubblica è nostra, di ogni cittadino, e sta alla nostra civiltà condurla nel migliore dei modi. È parte della responsabilità che dovrebbe vivere in ognuno di noi, quella forza che ci dovrebbe trattenere dal gettare una cartaccia a terra, dal buttare una bottiglia in un’aiuola, una spinta positiva che ci dovrebbe consentire di fare pochi passi in più per buttare la coppetta del gelato con relativo cucchiaino nel bidoncino apposito, anche se quel bidoncino dei rifiuti non c’è, ancora qualche passo e forse lo troveremo. 

La fatica di trattenerci nel gettare a terra cicche, cartacce, involucri, plastiche dei pacchetti di sigaretta, verrà ripagata guardando un’aiuola linda e verdeggiante, perché anche con l’erba alta un’aiuola è bella se priva di immondizia. Dovrebbe essere uno dei principi ispiratori il rispetto della cosa pubblica, in fondo è…cosa nostra.

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