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Incontro a Venezia con l’artista Sonia Rolak

Sonia Rolak, polacca di origine (è nata a Wroclaw), ma veneziana di adozione.

dal nostro inviato Claudio Almanzi. Venezia. Fra i numerosi incontri avuti con artisti e personaggi del mondo dell’arte nel corso della visita a Venezia ho incontrato anche una delle più interessanti artiste: Sonia Rolak, polacca di origine (è nata a Wroclaw), ma veneziana di adozione. Nota già negli anni Settanta per le sue opere che denunciavano le contraddizioni del mondo contemporaneo attualmente sta preparando un grande retrospettiva per mettere in luce tutto quanto di bello e buono ha realizzato nella sua lunga carriera. Molte le personali in Olanda, Polonia e Gran Bretagna, oltre che in Italia: la Rolak, che è anche curatrice e promoter culturale, l’abbiamo incontrata alla Biennale d’Arte e successivamente abbiamo visitato il suo studio veneziano alla Giudecca. Grande amante dell’ Italia ha alle spalle una lunga carriera artistica che l’ha vista esporre in tutta Europa e collaborare con varie accademie nazionali d’arte.

Alla Biennale di Venezia del 2019 ha ispirato, organizzato ed esposto una serie di suoi disegni insieme alle opere di Beuys, Hale e Demarco in una memorabile mostra collaterale alla Biennale negli spazi espositivi appositamente individuati alla Scuola Grande di San Marco: “A 18 anni sono andata a Londra per studiare e l’ mi sono laureata in Arte e Design. La prima volta che sono venuta in Italia avevo 27 anni- racconta la Rolak- Sono partita intrepida con un motorino, 50 di cilindrata, da Londra dove allora abitavo e dopo essere passata da Amsterdam sono arrivata fino a Venezia e me ne sono innamorata”. Formatasi artisticamente a Londra dal 1977 al 1982, attivista nei movimenti femministi, ha esposto in grandi gallerie di Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda ed Italia.

Curatrice in Italia ed all’estero di grandi eventi e kermesse, ha avuto modo di conoscere i più grandi artisti dagli anni Ottanta ad oggi. “Le tematiche che hanno maggiormente ispirato la mia produzione- continua la Rolak- sono legate alle strategie produttive ed economiche che hanno condizionato e trasformato la vita dell’uomo. Nascoste dietro ad ideologie ingannevoli in pochi decenni siamo passati da un mondo incamminato verso il bene e la bellezza, ad una realtà nella quale l’unico idolo è l’interesse, legato alla speculazione per l’ottenimento del massimo profitto. Il qui ed ora stanno ammazzando la bellezza. Ed il futuro sembra procedere verso la stessa via del guadagno in maniera irreversibile. Anche le ultime Biennali hanno subito questo cambiamento e, pur essendo una grande occasione per conoscere una porzione notevole del Mare Magnum del contemporaneo, stanno subendo troppo i capricci del mercato “. La produzione della Rolak ha fatto un ulteriore passaggio nel periodo della crisi economica del 2007-2008 e successivamente ancora durante la Pandemia: “Ho realizzato dei disegni- conclude l’artista- dedicati ai danni planetari che sono stati causati nel mondo dall’incontrollabile sistema economico finanziario.

Ma durante il Covid e nel periodo successivo ho iniziati nuovamente a cercare tematiche un po’ più leggere e divertenti”. Fra i tanti progetti che ha in mente una retrospettiva nella quale poter esporre le sue più rappresentative opere così da riuscire a riassumere il suo lungo, vivace, esemplare percorso artistico. “Vorrei esporre la mia retrospettiva in Veneto, a Venezia, nel luogo nel quale ho vissuto a lungo e dove attualmente vivo. Spero di poterla realizzare al più presto e che possa essere l’occasione per coloro che ancora non conoscessero le mie opere per ammirare le mie creazioni”.

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