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Tendenza

Inaugurata in Galleria Artender di Alassio la mostra “Ma l’amore No” di  Michela Manfredi

Le opere di Michela Manfredi rimarranno in mostra sino al 9 giugno, con apertura della galleria Artender nei giorni venerdì, sabato e domenica dalle 16.00 alle 19.30. Ingresso libero.

Una mostra di arte pop che la giovane artista di origini napoletane, ma che vive a Genova, è stata presentata stasera 24 maggio ai numerosi appassionati d’arte  convenuti presso la galleria alassina Artender di Alessandro Scarpati. Michela Manfredi si può tranquillamente definire la Andy Warhol in gonnella. “Sin da bambina mi piaceva disegnare e poi dipingere. Nel 2018 ho debuttato ufficialmente nell’arte come professione, con profonda ispirazione a Andy Warhol”. La critica d’arte Claudia Andreotta ha approfondito nell’illustrare al pubblico intervenuto le doti artistiche di Michela Manfredi. Molto interessanti e ammirate le elaborazioni delle copertine degli anni 30 della Settimana Enigmistica. La mostra si protrarrà sino al 9 giugno.

Michela Manfredi, 33 anni, artista contemporanea di Napoli, scrive: “L’arte ha da sempre esercitato un certo fascino su di me. Ho avuto la fortuna di crescere in un contesto ricco di stimoli in questo senso”. Infatti il nonno materno di Michela, Alfredo Di Giovanni è stato un pittore napoletano. Michela subì fin da piccola una forte influenza anche verso l’arte contemporanea: zio del padre è il famoso gallerista napoletano Lucio Amelio, uno dei protagonisti dello scenario artistico internazionale negli anni ’60-’90, che ha portato artisti come Warhol e Beuys in Italia, oltre ad organizzare a Napoli mostre di Manzoni, Duchamp, Kounellis, Calzolari e Haring.

E così che la mostra di Michela Manfredi vuole anche essere un omaggio allo zio Lucio Amelio: “Ho avuto l’immenso privilegio di ammirare l’arte in ogni sua forma. L’artista che più mi ha ispirata è Andy Warhol in particolare con la sua opera/manifesto “Fate Presto”, realizzata per la collezione Terrae Motus ideata proprio da Lucio Amelio, che chiamò a raccolta 66 artisti di fama mondiale per realizzare delle opere che raccontassero il terremoto che aveva colpito l’Irpinia negli anni ’80. Da quest’opera nasce la mia idea di rendere arte le prime pagine delle riviste” conclude Michela.

Foto Silvio Fasano

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