Eventi

Il Suon di Lei in Santa Maria di Castello a Genova

Duecentoquindici figure, tra santi e fedeli, si alternano in una minuziosa decorazione sotto alla Vergine incoronata. 
Al centro una giovinetta non guarda verso la Vergine ma verso il pittore, che così l’ha voluta sicuramente stregato dalla sua bellezza. Si tratta di Simonetta Vespucci nata Cattaneo a Fezzano di Portovenere andata in sposa a sedici anni a Marco Vespucci nella chiesa di San Torpete a Genova. Diventa poi in seguito la musa ispiratrice di tutta Firenze, Giuliano in particolare, alla corte dei Medici. Dipinta febbrilmente da pittori come Pietro di Cosimo diventa infine la Venere del Botticelli il quale continuerà a dipingerla anche dopo che Lei muore a 23 anni.

Simonetta è stata cantata due giorni fa tra le otto donne del “Suon di lei” al teatro Moretti di Pietra Ligure e, nella ubriacatura fiorentina della sua brevissima vita, sovraesposta fino all’inverosimile, me la sono sentita rovinare addosso come una “sirena che non sa nuotare”. Questo verso continua a rimbalzarmi nella testa insieme al destino tremendo che spesso accompagna la bellezza. Lo spettacolo teatrale “Il Suon di Lei” non mi ha lasciato nemmeno quando è calato il sipario e tutta la sua poesia nascosta è diventata patrimonio mio personale. Spettacolare per contenuti ed estetica, all’interno di una “drammaturgia visiva”, come da tempo mettono in scena gli autori Gloria Bardi e Stefano Stacchini, è una prosa poetica cantata, suonata, recitata, illustrata e illuminata da sensibilità artistiche di valore.
Di passaggio nel ponente ligure, non del tutto casuale, continuo a vedere nello specchietto retrovisore della mia vita quelle immagini, storie di un silenzio assordante.

Edilio Roas

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio

Questo si chiuderà in 5 secondi

Adblock rilevato

Considerate la possibilità di sostenerci disabilitando il blocco degli annunci.