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Il personaggio. Mario Mesiano, “a muso duro” ha riconquistato il Teatro Ambra restituendolo ad Albenga 

È grazie alle sue battaglie e al guerriero che è se oggi la città delle torri può ancora avere il “tempio” di un’espressione artistica antichissima

di Roberto Tomatis. Alcuni pensano sia “fumantino”, ma se non fosse stato il guerriero che è, con il suo amore per l’arte e per il teatro, probabilmente l’Ambra di Albenga non ci sarebbe più. Potrebbe esserci un bel supermercato o un comodo parcheggio su più piani in centro città, ma non il “tempio” di un’espressione artistica antichissima di cui una città antica, bella e culturale come Albenga ha bisogno. È a Mario Mesiano che dobbiamo dire grazie, che “a muso duro “ ha affrontato tante battaglie perché Albenga potesse continuare ad avere il teatro.

Attore e regista albenganese poliglotta (parla ben 5 lingue!), Mesiano si è formato professionalmente prima all’Accademia d’arte drammatica “Cour Florent-Ecole de l’acteur” di Parigi, poi all’Accademia d’Arte drammatica “Pietro Scharoff” di Roma. Ha lavorato al fianco di attori di livello nazionale ed internazionale, con tanto teatro alle spalle e numerose esperienze di televisione, cinema e pubblicità, in Italia e all’estero. Dal 2011, essendosi preso a cuore la sorte del Teatro Ambra di Albenga, ha impiegato tutte le sue energie per salvarlo a più riprese da vicissitudini avverse, fino a diventarne anima, corpo e cuore, sacrificando anche il suo percorso professionale. 

L’artista ingauno conta 13 anni di battaglie per il nostro teatro, da quando, nel lontano 2011, la struttura era a rischio chiusura per la prematura dipartita dello storico gestore Renzo Pisani. Allora, non ci pensò due volte e scese in campo, mettendo a disposizione della sua città la sua esperienza, il suo trascorso di vita, la professionalità e, soprattutto, il tempo e le energie, combattendo contro “fuoco nemico” e spesso anche contro chi avrebbe dovuto anche essere “amico”. 

Dopo tante vicissitudini, dal rischio chiusura per cambio di destinazione d’uso, ad accordi con la proprietà non rispettati, grazie alla sua forza e tenacia, vengono realizzati i bagni per i diversamente abili e camerini, impresa che vedeva impegnati i vecchi gestori dal lontanissimo 1958! Le spunta tutte, ancora una vittoria per Mesiano e per Albenga… ma dura poco, perché il 2020 vede la chiusura di tutti i teatri a causa della pandemia da Covid. E anche in questo frangente, una nuova battaglia prende forma, perché la proprietà pretende ugualmente il pagamento totale del canone di affitto. Problemi, vicissitudini, una causa da cui scaturisce un ennesimo sfratto.

A quel punto, il messaggio dell’Ambra chiuso per sempre arriva forte e chiaro ai cittadini, alle istituzioni e alle associazione e, ancora una volta, grazie alla tenacia e alla sua disponibilità a dialogare, o meglio “combattere”, con le parti coinvolte e a far comprendere il valore di ciò che si stava perdendo, il Teatro di Albenga è salvo.

Oggi Mesiano continua ad essere il direttore del Teatro Ambra, un bene per la città e per i cittadini e, contemporaneamente, porta in giro i suoi spettacoli teatrali. Un grazie da tutti per lui che, “a muso duro”, ha difeso l’arte e la cultura in una città importante come Albenga.

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