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Il lavatoio più antico della Liguria forse è ad Albenga

La Liguria conserva un grande numero di lavatoi, costruiti perlopiù dalla seconda metà del XIX secolo, quando queste strutture si generalizzano e trovano spazio anche nei più piccoli villaggi. Talvolta questo avviene anche tramite impulso legislativo, come ad esempio la legge imperiale francese del 1851 che promuoveva la creazione di pubblici lavatoi in ogni villaggio, predisponendo un apposito fondo. Tuttavia lavatoi ancora più antichi (XIV-XV-XVI secolo) è possibile trovarli, soprattutto nelle regioni del centro Italia. Si può spaziare dalle bellissime fonti di Siena, fino alle fonti che adornano molti paesi e città delle Marche, Umbria e Lazio. In Liguria abbiamo notizia di un lavatoio, risalente forse al XVIII secolo a Imperia, in zona Montegrazie. Un lavatoio del 1797 è pure collocato a Genova, all’interno dei giardini Baltimora (#brignole) e serviva la zona di via Madre di Dio, prima delle demolizioni degli anni ’70. Anche gli storici lavatoi di santa Brigida, in via Balbi, hanno radici assai antiche. Tuttavia una vasca ancora più antica, in buone condizioni di conservazione e di notevole interesse storico, si trova nel Monastero di San Calocero al Monte, in Albenga (zona #vadino). E’ quanto si legge nella pagina social “Lavatoi del Ponente Ligure” che contiene foto e notizie storiche sui lavatoi della città di Imperia e del Ponente ligure.

Il sito, come altri della piana ingauna, è estremamente interessante: fu sede del martirio del santo lombardo e, dal III secolo, ospitò una importante necropoli. Nel VI secolo vi fu edificata sopra una basilica a tre navate. Dopo un periodo di declino, sul finire del VII/VIII secolo, il sito fu riscoperto in età tardo medievale e nel 1368 vi fu costruito un convento femminile che ospitò diverse monache (clarisse e poi benedettine). Il convento rimase in uso fino al 1593, quando, per motivi non definiti, le suore si spostarono nel centro cittadino, traslando le reliquie del santo (1). Il sito rimase in completo abbandono fino agli scavi del Lamboglia, risalenti al 1934. Della chiesa e dei piani superiori del monastero rimangono pochi resti. Meglio conservata appare invece la stanza interna con i servizi essenziali del monastero: il forno e il lavatoio, appaiono oggi quasi integri, salvo per la copertura a volta, purtroppo dispersa. Accanto ad un ampio forno in pietra, usato dalle monache per cuocere il pane anche per i poveri del contado, troviamo un’ampia vasca in muratura, destinata a #lavatoio. Una porzione del piano inclinato, anche questo in mattoni, è ancora visibile, mentre la #vasca, il canale di adduzione e quello di scolo delle acque sporche sono decisamente ben conservati. L’acqua era erogata da una sorgente posta più a monte, che alimentava un’altra bellissima vasca in pietra, destinata forse a fontana(2). Anche questa appare in buone condizioni.

Il sito è quindi sicuramente interessante da vedere non solamente per gli importanti resti romani tardo-antichi, ma anche per il lavatoio (forse) più antico della regione.

Fonti:

1) Palazzo Oddo gestore del sito

2) “Albenga. La chiesa millenaria del martire Calocero” di Pollastro A. in “Liguria medievale ritrovata – Un viaggio attraverso l’archeologia della Liguria medievale”, Genova University Press, 2020.

3) Spadea, Pergola, Roascio, “Chiesa e monastero di san Calocero al monte”, itinerari del patrimonio accessibile, non più valido il link precedentemente fornito.

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