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Il futuro nasce da una storia? Ecco il racconto della “Caserma Piave”, dei soldi presi e progetti mai realizzati

Una storia che affonda le proprie radici in un passato in cui c'era il Pds, oggi Pd. Qui una relazione di come sono andate le cose

Editoriale di Roberto Tomatis.“Il futuro nasce da una storia” è lo slogan del sindaco uscente di Albenga. La storia effettivamente è importante e spesso parla per noi, in positivo e in negativo. Allora voglio provare a raccontare una storia accaduta realmente all’ombra delle torri. Vediamo se la ricordano gli Albenganesi.

Parliamo dell’ex caserma Piave, che in questi giorni è tornata alla ribalta delle cronache in seguito alle notizie sul Cpr. Perdonatemi se mi dilungherò, ma è doveroso raccontarne tutti i passaggi.

Gazebo Fratelli d’Italia 

Il Ministero dei Beni Culturali e Paesaggistici nel 2009  ha dichiarato che la caserma Piave di Albenga era, in base ad una relazione del Soprintendente arch. Rossini, da ritenersi di particolare interesse storico e artistico ai sensi del Decreto Urbani; L’intera area (90.000 m2), infatti, era (ed è tutt’ora) un’interessante architettura militare degli anni ’20 che, all’epoca della sua costruzione, fu inaugurata da Umberto di Savoia. L’area, di conseguenza, fu vincolata totalmente e soggetta a particolari prescrizioni ma, dopo la dismissione, fu abbandonata dal Pds, oggi Pd.

Più tardi, nel 2010, con il governo Berlusconi, si tentò una riqualificazione delle aree militari dismesse. L’Agenzia del Demanio, infatti, propose al sindaco Rosy Guarnieri una suddivisione in lotti dell’ex area militare, per rendere il bene demaniale di più facile cessione ai privati (da tutti favorevolmente accolta) ma, poi, inaspettatamente, dalla stessa Agenzia, fu invece messa all’asta per intero.


Il sindaco Guarnieri espresse già da subito totale scetticismo su tale operazione finanziaria, dichiarando, in un articolo sulla stampa, tale l’impresa decisamente ardua. La previsione della Sindaca non tardò ad avverarsi: l’Agenzia del Demanio, infatti, dichiarò poco tempo dopo “l’asta era andata deserta”. Sfiduciata Guarnieri, sfiduciato ogni progetto. E qui viene il bello. 

Nel 2014, sotto l’amministrazione di sinistra l’Agenzia del Demanio iniziò a versare alle casse comunali acconti per un ammontare totale di  4.191.635,28 euro (4,191milioni 635,28 euro) quale corrispettivo al Comune di Albenga del 15% della cessione della Caserma Piave a Cassa Depositi e Prestiti da parte dello Stato. La sinistra dichiarò all’epoca che l’importo percentuale riconosciuto al Comune per detta cessione sarebbe stato destinato a fondamentali azioni di risanamento, ad oggi non si sa quali. Bene, anzi molto bene, se ciò si fosse realizzato. Qui cambia la narrazione della storia.

Ad aprile 2016, dopo ben due anni dall’affare “Piave” (di cui a detta dell’ora sindaco si era interessato l’On. Franco Vazio presso il governo Renzi “Sblocca Italia”), la Corte dei Conti, rifacendosi al reale andamento dei dati di bilancio a partire dal 2002, contestava all’amministrazione Pd una voragine a bilancio di 2,5 milioni di euro (spiccioli?).

L’amministrazione di sinistra,  probabilmente “dimenticandosi” che l’introito “Piave” doveva essere destinato al progetto di risanamento e rilancio economico (come dalla stessa dichiarato), in totale conflitto con le dichiarazioni rilasciate nel 2014, affermava che parte del buco finanziario contestato dai giudici sarebbe stato “parzialmente” coperto dai proventi derivanti dall’introito…. Di cosa? Ma della Caserma Piave!

Ecco il vero “progetto Caserma Piave” e saluti al “risanamento e ai progetti di rilancio economico” millantati nel 2014 (parte dei soldi dello Stato in realtà, come evidenziato dalla Corte, erano già stati spesi, sicuramente non per garantire le rate dei mutui né per i loro progetti futuristici.

Ma come?! Nel 2014 il Pd ingauno vantava progetti di risanamento finanziati dagli incassi della Piave e, meno di 24 mesi dopo, nel 2016, tale denaro veniva, invece, destinato per ripianare debiti contratti negli anni passati dai loro stessi partiti?

In realtà, a ben vedere, non è mai esistito un “progetto Caserma Piave”. Era una storia.

Anni di vere storie raccontate molto bene. Ma il racconto non si conclude con un “vissero tutti felici e contenti”. No, in questo caso la vicenda prosegue in modo estenuante.

Arriviamo a fine 2023. A pochi mesi dalle elezioni comunali. Per l’ennesima volta la sinistra albenganese tira fuori una “perla”: opere per il futuro della Caserma Piave! Questa volta, però, tramite i giornali informano la “banda del centrodestra” che loro ci stanno davvero studiando. E in questi 30 anni i compiti chi li ha fatti? 

Davvero “il futuro nasce da una storia”, come ci racconta il candidato Sindaco del Partito Democratico ma questa volta il nostro futuro non nascerà dalla sua storia o per meglio dire.. dalle sue storie.

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