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Tendenza

Il confronto: che domande sono?

Cosa rimane della galanteria e della zona grigia

editoriale di Flavio Lenardon. Cronaca di una serata annunciata. In sala la tensione è altissima e si percepisce benissimo anche tra i partecipanti, frementi e in fermento. Tutti i posti sono occupati e tantissimi sono addossati alle pareti. La posta in gioco è alta e il pubblico attento e partecipe. Gli applausi e i commenti si sprecano, significa che il dibattito è sentito e acceso, qualche buccia di banana per entrambi, giusto anche quello, qualche domanda che ha ricevuto risposte parziali, il fronte mare che rimane fronte mare e il centro storico che rimane lassù e non capisco a questo punto come facciano a recarsi al mare, forse la famosa catapulta di qualche settimana fa, anzi no uno dei due forse ha capito ed ha risposto anche in modo quasi adeguato. 

A parte ciò, e in ogni caso, tutto o quasi, secondo un copione quasi già scritto e chi tra il pubblico è entrato parteggiando per un candidato è uscito con le medesime convinzioni, a prescindere dalle risposte. Ed in molti le risposte non le hanno neppure intese, tanto il clamore e rumore in sala. La conduttrice ha più volte richiamato il pubblico per l’eccessiva vivacità.

Ecco, ed è qua il punto, il dibattito politico se è acceso e a volte anche ruvido va bene, anzi il confronto delle idee è una libertà di democrazia che in questo stato ci possiamo abbondantemente permettere. Però l’unica cosa che mi sento di sottolineare, l’unica nota stonata e proprio in un momento in cui si predica la gentilezza, anche con specifiche deleghe comunali, la cosa che non mi è andata giù è stata la mancanza di galanteria nei confronti della “padrona di casa”, che si è peraltro dedicata a questo incontro in modo molto corretto, con capacità e professionalità.

Se non ci si vuole trovare nella situazione di dover rispondere a domande che ci disturbano o che non sono come vorremmo, non si deve accettare il confronto, e quindi a prescindere dal fatto che si possa o meno avere avuto i nervi a fior di pelle, se la galanteria non c’è è un peccato, forse la tanto decantata parità di genere di un certo pensiero mainstream ci rende superfluo questo modo di agire vetusto e relegato a qualche operetta vintage, o a qualche nostalgico. I detrattori obbietteranno che è un puntiglio, un momento, nel mare magnum di un dibattito ampio ed articolato che ha messo a dura prova tutti, certo è vero, tutto perfetto, ma anche no, una reazione di quella fatta, beh è un segnale che dice di quale farina è fatto il pane.

Per il mare? 

Partendo dal Centro Storico vada sempre dritto, dopo Piazza del Popolo, Viale Martiri della Libertà, Piazza Matteotti e poi Viale Italia, ed infine Piazza Marconi, circa un chilometro e mezzo ed è al fronte mare!

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