Valbormida

I segreti di Murialdo custoditi nel Museo degli antichi mestieri

Nel ‘700 Murialdo andava a ferro e fuoco. Non per chissà quali sciagure, ma per la 𝗙𝗲𝗿𝗿𝗶𝗲𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗥𝗶𝗼𝗳𝗿𝗲𝗱𝗱𝗼, che trainava l’economia locale Ancora a fine secolo produceva a ritmi sostenuti. Creava ricchezza grazie ad un vasto indotto: solo attorno al 𝗰𝗮𝗿𝗯𝗼𝗻𝗲 gravitavano molte famiglie murialdesi, come i Ruffino, i Bertone, gli Aicardo e i Bellone.

Lo stabilimento era di proprietà dei nobili genovesi Grimaldi, che la legarono ad un cognome oggi noto soprattutto nella vicina Calizzano: la famiglia Olivieri.

Nel 𝗠𝘂𝘀𝗲𝗼 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗔𝗻𝘁𝗶𝗰𝗵𝗶 𝗠𝗲𝘀𝘁𝗶𝗲𝗿𝗶 sono conservati oggettistica e reperti, compresi un grosso peso importato dall’Isola d’Elba (in foto) e il libro mastro originale della fabbrica.

Sappiamo anche che l’attività del ferro non si fermava qui: almeno altre tre ferriere avrebbero avuto sede a Murialdo. Ne è attestata certamente una in frazione 𝗜𝘀𝗼𝗹𝗲𝘁𝘁𝗮, sia da testimonianze del secolo scorso sia dai resti delle bialere, del bottazzo e dei suoi edifici.

La lavorazione del ferro segnò in tutta l’Alta Valbormida un’epoca florida sin dal Basso Medioevo e per tutta l’Età Moderna. Le tante informazioni disponibili la renderanno un ottimo argomento anche per altri approfondimenti nel prossimo futuro.

Fonte: Murialdo arte e storia

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