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Grave danno ecologico ad Albenga: colonia di datteri di mare distrutta dai lavori al nuovo molo?

Si tratta di una specie preziosa per l'ecosistema. La sua distruzione crea un deserto biologico permanente, poiché la roccia scarnificata non recupera mai più la sua capacità di ospitare la vita marina

Reportage di Roberto Tomatis. Una preziosa colonia di datteri di mare ad Albenga è stata annientata a causa dei lavori per la costruzione del nuovo molo?. Questi molluschi, che vivevano all’interno degli scogli della darsena, sono stati uccisi dall’arrivo della ghiaia che ha allungato la spiaggia. Uno scempio evidente, sotto gli occhi di tutti: gli scogli bucati sono l’unico triste ricordo di una colonia ormai scomparsa. Questo rappresenta un danno ambientale di enorme entità.

La Distruzione della colonia di datteri di mare

Come è potuto succedere? Una possibile assenza di censimento prima e di salvaguardia dei datteri di mare durante i lavori ha portato alla strage ambientale silenziosa? In passato, in un’altra e differente zona del litorale ingauno, sulla spiaggia, la scoperta di gigli di mare selvatici aveva spinto all’intervento di biologi che li avevano trasferiti in un’altra area per salvarli. Tuttavia, non si conoscono le motivazioni per cui, purtroppo, abbiamo dovuto assistere alla moria dei datteri di mare in seguito alla costruzione del nuovo molo.

La storia controversa del pontile

La realizzazione del pontile è stata controversa fin dall’inizio. Per permettere il passaggio dei cingolati, è stata costruita una scogliera sott’acqua, accumulando ghiaia da un lato del pontile. Al termine dei lavori, la ghiaia è stata gettata nuovamente in mare, ma con la prima mareggiata è finita davanti alla massicciata e dentro la darsena, creando una nuova spiaggia indesiderata e impedendo l’uscita delle barche. Nonostante i 30.000 euro spesi dall’amministrazione per liberare la darsena dalla ghiaia, il problema si è ripresentato a pochi giorni, lasciando i 600 iscritti alla Lega Navale praticamente insoddisfatti.

Danni ambientali irreversibili

Il dattero di mare, un mollusco bivalve marino che cresce molto lentamente, è una specie preziosa per l’ecosistema. Produce un acido debole con cui scava la roccia calcarea e impiega oltre dieci anni per raggiungere dieci centimetri. La sua distruzione crea un deserto biologico permanente, poiché la roccia scarnificata non recupera mai più la sua capacità di ospitare la vita marina.

Normative e divieti sulla pesca del dattero di mare

La pesca del dattero di mare è vietata in molte zone del mondo, inclusa l’Italia, dove leggi severe sono in vigore dal 1988. Questi divieti, rinnovati e resi definitivi nel 1998, sono stati ulteriormente rafforzati da regolamenti comunitari che proibiscono la cattura, la detenzione, la vendita e l’esposizione del dattero di mare. La pesca di frodo di questi molluschi è riconosciuta come una pratica che distrugge irreversibilmente l’ecosistema marino, come stabilito nel procedimento del 10 marzo 2022.

La perdita dei datteri di mare ad Albenga rappresenta un danno ecologico che ha un impatto ambientale notevole, perché il ripristino dell’equilibrio naturale non sarà mai più possibile.

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