politica

Fine vita, Arboscello: «Il Veneto apre la strada, ora tocca alla Liguria»

Il consigliere regionale Pd e il vicepresidente dell'Assemblea ligure commentano l'approvazione della legge veneta sulla fine vita e chiedono di accelerare l'iter fermo da mesi a Genova

di Redazione. Il Veneto ha approvato la legge sulla fine vita, diventando la prima Regione a guida centrodestra a dotarsi di una normativa in materia, dopo Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna. Un passaggio che, secondo Roberto Arboscello, consigliere regionale del Partito Democratico e vicepresidente del Consiglio regionale della Liguria, “conferma una cosa molto semplice: garantire procedure certe a chi si trova in condizioni di sofferenza estrema e alle proprie famiglie è una scelta di civiltà, non una questione di appartenenza politica”.

Arboscello sottolinea come il tema riguardi “persone in condizioni di sofferenza e famiglie costrette ad affrontare percorsi drammatici” e chiede che la Liguria faccia la propria parte, “nel rispetto delle sentenze della Corte costituzionale”. Il consigliere ricorda che la discussione era stata avviata nella scorsa legislatura in Commissione Sanità, per poi arenarsi: “Da quando è stato eletto il presidente Bucci abbiamo assistito a un atteggiamento che sembra puntare più a rallentare”. Ora, aggiunge, “non ci sono più alibi”: la Commissione deve procedere spedita, ascoltare tutti i soggetti coinvolti, e il Consiglio regionale potrà poi discutere e votare.

Richiamando le parole del presidente veneto Zaia, secondo cui “sui temi etici non deve esserci un vincolo di appartenenza politica”, Arboscello conclude: “Da vicepresidente farò tutto il possibile perché la proposta arriva presto in Aula. La Liguria non può continuare a rimandare una discussione che riguarda la dignità, la libertà e la sofferenza delle persone”.

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