Alassio Andora Laigueglia

Fabio Becchi (Fiaip Savona): «Sulle case green una vittoria importante che evita spese importanti per le famiglie»

Le associazioni di categoria, seppur sensibili alla questione delle “Case Green”,  sono soddisfatte che l’ Ue non abbia dato via libera alla direttiva capestro con la quale si voleva obbligare ogni singolo proprietario a pagare di tasca propria l’efficientamento energetico.

L’appello di Confedilizia ha funzionato: «Sulla proposta di direttiva europea per l’efficientamento energetico degli edifici ha finalmente prevalso il buon senso. Le notizie che giungono attraverso i nostri contatti con Bruxelles sono molto confortanti. La riunione del “trilogo” Consiglio, Parlamento e Commissione, nonostante fosse stata convocata a oltranza per chiudere il testo forzando la mano, ha avuto come esito il rinvio a una successiva riunione in dicembre e, comunque, l’eliminazione delle norme che imponevano l’obbligo di effettuare gli interventi sugli immobili».

Pensiero condiviso anche dal presidente provinciale Fiaip di Savona Fabio Becchi«Siamo d’accordo con Confedilizia. La nostra categoria è soddisfatta che sia stata recepita a livello europeo una questione che rischiava di generare pesanti ripercussioni anche nella nostra provincia. Sia nei centri urbani che nel nostro entroterra esistono moltissimi immobili potenzialmente sottoposti ad importanti e onerosi adeguamenti, situazione che rischiava, in questa fase,  di mettere a dura prova le famiglie.  Anche Fiaip – prosegue Becchi – sta facendo un lavoro poderoso a riguardo della questione. Nel recente Congresso Nazionale di Bari abbiamo ampiamente discusso di queste problematiche e soprattutto sui pericoli che l’approvazione della direttiva come impostata avrebbe comportato». Confedilizia e Fiaip sono grate al governo e al Presidente del Consiglio per aver scongiurato un esito infausto. Un ringraziamento va alle forze politiche di maggioranza per avere operato, in sede europea alla tutela degli interessi dei proprietari italiani». Stando ad alcuni calcoli, in media le famiglie avrebbero dovuto pagare almeno 60 mila euro se si fosse dato seguito alla direttiva.

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