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Elezioni, partiti o liste civiche? i cittadini meritano la verità

“Fermi tutti, questa è una rapina”: recitava così un film di Renzo Battaglia del 1979

di Roberto Tomatis. A pochi mesi dal voto delle amministrative albenganesi, dopo aver letto le intenzioni elettorali di alcuni partiti, alla griglia di partenza si presenteranno anche i “travestiti della politica”. Chi sono i “travestiti della politica”?  Non ci sono ancora nomi confermati, ma con buona probabilità potrebbero essere i veterani dell’emiciclo consigliare, presenti e passati che, per puri calcoli elettorali, si presenteranno sotto mentite spoglie, abbandonando simboli di partito e confluendo in liste civiche estemporanee. Una Caporetto in salsa ingauna. La domanda sorge spontanea: chi si vergogna del partito di appartenenza riuscirà ad avere la fiducia dei cittadini? La risposta potrebbe essere scontata, ma si sa, il civico è trasversale e offre più opportunità di raggranellare voti. Sarà pur vero che la politica non dà più stimoli ad alcuni movimenti, le ideologie sbiadiscono nonostante si cerchi di rispolverare i mostri del passato con l’aiuto di un certo mainstream politicizzato. Ma per quanto ancora assisteremo a questi spettacoli? Quale credibilità può avere la politica fatta in questo modo? Continuiamo ad esortare i cittadini a tornare a votare, ma come pensiamo che possano essere incentivati se chi si propone di governarci non si prende nemmeno la responsabilità del proprio credo?

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